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Il Coordinamento donne Cisl di Verona ha avviato il Progetto per il contrasto delle molestie e violenze nei luoghi di lavoro.

Di cosa si tratta

Quello che si desidera realizzare è che, al verificarsi di episodi di molestie e violenze nei luoghi di lavoro, le persone che le subiscono possano denunciare quanto accaduto, sapendo di trovare procedure idonee a far cessare i comportamenti, sanzionare il/la colpevole e ripristinare un ambiente sereno e adeguata assistenza legale, psicologica e sindacale.

Per fare questo, è indispensabile imparare a riconoscere i fenomeni discriminatori, saper scegliere le misure da adottare e le figure competenti da coinvolgere, promuovere la costruzione di una rete territoriale per  affrontare e contrastare il fenomeno, nonché promuovere una maggiore informazione e sensibilizzazione.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’accordo quadro Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, sottoscritto a gennaio 2016, e a seguito della Campagna Cisl Together be happy at work.

Partecipa al sondaggio!

Un passo fondamentale, che durante il Congresso Ust Cisl Verona del 23/24 marzo ha segnato anche l’avvio ufficiale del progetto stesso, è stato il lancio in tempo reale del sondaggio (anonimo), sulla percezione del fenomeno della molestie sul  lavoro, a cui si può rispondere anche semplicemente da smartphone.

Se credi come noi in questo progetto, ti invitiamo ad andare su questa pagina e ad esprimere la tua opinione con qualche semplice click.

Comunicato stampa

Femminicidio: Ocmin (Cisl)-Insediamento Cabina di regia primo importante passo per dare concreta attuazione al “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere”

“L’insediamento della Cabina di regia per la Cisl è un primo importante passo per dare concreta attuazione al “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere” adottato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 7 luglio dello scorso anno”. Lo dichiara Liliana Ocmin Responsabile Dipartimento Donne Giovani Immigrati della Cisl e Coordinamento Nazionale. “Come Cisl monitoreremo con attenzione tutta la fase operativa del Piano rispetto alla quale crediamo si debba recuperare e riservare, a partire dal previsto Osservatorio Nazionale, maggiore spazio sul tema del lavoro delle donne e sul fenomeno della violenza sulle donne nei luoghi di lavoro nelle sue diverse forme (dimissioni in bianco, mobbing, molestie ecc…) e che lo stesso Piano non affronta in maniera diretta ed esauriente. In questo senso la Cisl è interessata a dare il proprio contributo sia all’interno dell’Osservatorio Nazionale sul fenomeno della violenza, sia a livello di osservatori regionali attraverso le proprie strutture locali e più in generale in tutti gli spazi di confronto. Vale la pena ricordare che sui temi della violenza di genere la Cisl è impegnata da molti anni e dal 2009 anche attraverso una specifica “Piattaforma sulla prevenzione della violenza sulle donne e i minori” cui nel 2012 ha fatto seguito una Proposta di Intesa unitaria proprio sul tema della violenza nei luoghi di lavoro che prevede diversi interventi sia sul piano legislativo, sia culturale sia soprattutto di tipo contrattuale con riferimento alla definizione di codici di condotta e buone pratiche nell’ambito della contrattazione di secondo livello e che già oggi ha prodotto alcuni importanti risultati”.

Con la circolare n.65 del 15 aprile 2016, l’Inps ha finalmente dato attuazione a quella parte del Jobs Act che prevede un congedo pagato per le donne lavoratrici (del settore pubblico e privato, escluse le lavoratrici del settore domestico) che hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza di genere (certificato dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri antiviolenza o dalle Case Rifugio).

Per fruire del congedo in oggetto la lavoratrice deve:

  • preavvisare il datore di lavoro almeno 7 giorni prima dell’inizio del congedo, salvi casi di oggettiva impossibilità;
  • indicare al datore di lavoro l’inizio e la fine del periodo di congedo;
  • consegnare al datore di lavoro la certificazione relativa al percorso di protezione.

Il congedo:

  • può essere fruito su base giornaliera o oraria, secondo quanto previsto dai contratti collettivi nazionali e per le giornate di congedo la lavoratrice ha diritto a percepire una indennità giornaliera, pari al 100% dell’ultima retribuzione
  • spetta per un periodo massimo di 3 mesi equivalenti a 90 giornate di prevista attività lavorativa; di conseguenza, un mese di congedo equivale a 30 giornate di astensione effettiva dal lavoro.

Le lavoratrici che hanno già fruito di periodi di congedo, dall’entrata in vigore della riforma (25 giugno 2015) ad oggi, devono presentare domanda anche per tali periodi in modo da consentire la verifica dei conguagli eventualmente già effettuati.

La domanda, fino al completamento dei necessari sviluppi procedurali, è presentata in modalità cartacea utilizzando il modello rinvenibile sul sito internet dell’Inps al seguente percorso: www.inps.it >modulistica > digitare nel campo “ricerca modulo” il seguente codice: SR165

Purtroppo la violenza sulle donne è un fenomeno che coinvolge anche il Veneto: nel 2015 le donne accolte e prese in carico da IRIS, il Coordinamento dei Centri antiviolenza veneti, sono state 1681.

Nell’85% dei casi si tratta di vittime di violenza intrafamiliare e la maggior parte delle utenti ha figli e filglie minori che sono vittime di violenza assistita (fonte: www.telefonorosaverona.it)

 

 

 

 

Durante l’iniziativa “Vecchie e nuove disuguaglianze” dello scorso 16 marzo, a Mestre, Laura Chioccarello, responsabile Coordinamento Donne FIT Cisl Veneto, ha presentato la ricerca “Più forti insieme contro la violenza sulle donne nei trasporti” che, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Telefono Rosa, ha indagato a livello nazionale la percezione e l’incidenza del fenomeno violenza di genere nel settore dei trasporti.
L’indagine conoscitiva è partita con la realizzazione di un questionario distribuito nei posti di lavoro e compilato in modo anonimo, da chi opera nei trasporti: 955 intervistati di cui 513 donne e 442 uomini.

Che cosa si intende per violenza di genere? Qualsiasi atto di violenza fondata sul genere che risulti o sia suscettibile di sfociare in violenza o sofferenza fisica, sessuale o psicologica verso donne, incluse minacce come atti, coercizioni o deprivazioni arbitrarie della libertà se avvengono nella vita pubblica o privata. (Dichiarazione delle Nazioni Unite, 1993).

Nel questionario, alla domanda “Quando si può parlare di violenza?”, sui 955 intervistati le risposte sono state:

  • per 101 c’è violenza solo se ci sono segni fisici
  • per 106 denigrare il partner può rientrare nel rapporto a due
  • per 205 privare o limitare economicamente non è violenza
  • per 71 è normale controllare assiduamente il proprio partner
  • per 63 ci sono circostanze che giustificano la violenza

Il lavoro da fare è quindi tanto, vanno individuate proposte concrete e azioni per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere, anche promuovendo e attivando la contrattazione di secondo livello.

Scarica il documento completo di presentazione del questionario

 

 

Con il seminario dello scorso 2 marzo “Together be happy at work” è partita ufficialmente la Campagna della Cisl per la promozione di interventi per il contrasto alle molestie ed alla violenza sui luoghi di lavoro. Un’iniziativa promossa a seguito del recepimento dell’Accordo europeo in materia al fine di favorirne l’applicazione concreta, in ogni contesto e in ogni territorio, ritenendo fondamentale e prioritario l’impegno rivolto all’affermazione delle tutele di tutte le lavoratrici e i lavoratori.

“L’obiettivo di questo seminario è quello di far vivere nei luoghi di lavoro un Accordo importante fatto con Confindustria che ha lo scopo di impegnare le parti sociali a promuovere azioni che contrastino la violenza sui luoghi di lavoro e determinino un clima di maggiore rispetto delle persone“. Ha commentato il Segretario confederale Cisl, Giuseppe Farina, a margine dell’incontro.
“Un tassello in più che sia aggiunge a quanto la Cisl già sta facendo da anni” aggiunge la Responsabile del Coordinamento nazionale donne della Cisl, Liliana Ocmin, ripercorrendo tappe importanti quali la Piattaforma sulla prevenzione della violenza sulle donne e i minori ed il sostegno del sindacato alla legge contro le mutilizazioni genitali femminili.
“L’accordo rappresenta un importante passo avanti rispetto a questo genere di tematiche perché fa delle molestie e della violenza nei luoghi di lavoro, due condizioni che richiedono, non più solo garanzie a valle del loro verificarsi, ma precisi interventi di prevenzione, a fronte di un più ampio coinvolgimento, a diverso titolo, di tutti gli attori aziendali, a partire comunque dal datore di lavoro” conclude la Responsabile nazionale di salute e sicurezza, Cinzia Frascheri. “Il tema centrale di oggi infatti è aumentare la consapevolezza e al contempo far si che questo accordo diventi in realtà pratica, operazione concreta e costante e non solo qualcosa che si è andati a recepire e siglare”.

Lo scorso 25 gennaio, Confindustria e Cgil, Cisl e Uil hanno ufficialmente siglato l’intesa che recepisce l’Accordo Quadro del dialogo sociale europeo sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro definito da Businesseurope, CEEP, UEAPME e ETUC il 26 aprile del 2007.

Attraverso l’Accordo si forniscono ai datori di lavoro, ai lavoratori/trici e ai loro rappresentanti, un quadro di azione per individuare, prevenire e gestire i problemi derivanti da tali atti e/o comportamenti.

Le parti sottoscrittrici dell’Intesa si sono impegnate a incaricare le reciproche strutture sul territorio ad elaborare una procedura idonea alla gestione del problema, individuando le figure competenti per assicurare una adeguata assistenza a coloro che dovessero divenire vittime di molestie o violenza nei luoghi di lavoro.

Inoltre, le parti sociali nazionali hanno steso un modello di dichiarazione che le stesse imprese potranno direttamente adottare per affermare la non tollerabilità di comportamenti riferiti a molestie o violenza.

 

 

La Cisl di Verona, con Cgil e Uil, ha sottoscritto il Protocollo d’intesa con la Consigliera provinciale di parità Paola Poli.

La Consigliera è un Pubblico Ufficiale e intraprende ogni utile iniziativa per far rispettare il principio di non discriminazione e per promuovere le pari opportunità per lavoratori e lavoratrici.

Attraverso il Protocollo si instaura una collaborazione tra Consigliera e Organizzazioni sindacali, per riconoscere, individuare e affrontare squilibri e discriminazioni di genere, anche attraverso la progettazione di percorsi di conciliazione della vita lavorativa e familiare e condivisione delle responsabilità.

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e quest’anno il Coordinamento Donne della Cisl di Verona ospiterà il progetto illustrato dell’artista Stefania Spanò, in arte Anarkikka sulla violenza assistita, accessibile da lunedì 23 novembre a venerdì 27 novembre, al primo piano della sede Cisl di Verona, in lungadige Galtarossa 22.
Un appuntamento da non perdere per conoscere da vicino un fenomeno drammatico che nella stragrande maggioranza dei casi accompagna la violenza sulle donne. Accanto a molte donne che subiscono violenza domestica ci sono i loro bambini e le loro bambine, che “assistono” ad episodi di violenza e sopraffazione da parte dei loro padri a danno delle loro madri.

I danni della violenza assistita.

La violenza assistita crea danni a livello emotivo, cognitivo, fisico e relazionale; causa forti disagi come stress, depressione, difficoltà scolastiche, scarsa autostima e può aumentare il rischio di sviluppare comportamenti violenti in età adulta, utilizzando la violenza come modello di relazione, soprattutto nei rapporti di coppia.

Una violenza spesso sottovalutata che solo in Italia coinvolge 400.000 bambini/e.

La violenza sulle donne in Italia

Al numero di pubblica utilità 1522, solo nel mese di settembre 2015, sono arrivate 1.551 telefonate: nel 60,17% dei casi i figli delle donne vittime di violenza assistono a quanto subito dalla madre.

La violenza che le donne denunciano è ripetuta nel tempo, infatti 79,65% delle vittime ha raccontato di “Ripetuti episodi di violenza che durava da anni” e solo il 3,9%, di “Pochi episodi”.

La violenza sulle donne a Verona.

A Verona, da 25 anni il Telefono Rosa è a fianco delle donne che hanno bisogno di uscire dalla trappola della violenza; quest’anno, fino allo scorso ottobre, ha aiutato più di 100 donne, il 69% delle quali ha dei figli/e, nella maggior parte dei casi minorenni.
Secondo i dati del decennio 2004 – 2014 del Centro antiviolenza Petra del Comune di Verona, nel 49% dei casi i figli e le figlie delle donne seguite dal centro sono state oggetto di violenza assistita.

 

Il 25 Novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, affinchè l’intero mondo rifletta e realizzi attività di sensibilizzazione relative al drammatico fenomeno della violenza contro le donne, che tocca da vicino anche la città di Verona.

Anche quest’anno diverse associazioni hanno deciso di organizzare una serie di eventi aperti alla cittadinanza, che il comune di Verona ha raccolto in un’unica locandina, consultabile qui.

 

Cisl Verona
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