Via libera al congedo concesso alle donne vittime di violenza


Con la circolare n.65 del 15 aprile 2016, l’Inps ha finalmente dato attuazione a quella parte del Jobs Act che prevede un congedo pagato per le donne lavoratrici (del settore pubblico e privato, escluse le lavoratrici del settore domestico) che hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza di genere (certificato dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri antiviolenza o dalle Case Rifugio).

Per fruire del congedo in oggetto la lavoratrice deve:

  • preavvisare il datore di lavoro almeno 7 giorni prima dell’inizio del congedo, salvi casi di oggettiva impossibilità;
  • indicare al datore di lavoro l’inizio e la fine del periodo di congedo;
  • consegnare al datore di lavoro la certificazione relativa al percorso di protezione.

Il congedo:

  • può essere fruito su base giornaliera o oraria, secondo quanto previsto dai contratti collettivi nazionali e per le giornate di congedo la lavoratrice ha diritto a percepire una indennità giornaliera, pari al 100% dell’ultima retribuzione
  • spetta per un periodo massimo di 3 mesi equivalenti a 90 giornate di prevista attività lavorativa; di conseguenza, un mese di congedo equivale a 30 giornate di astensione effettiva dal lavoro.

Le lavoratrici che hanno già fruito di periodi di congedo, dall’entrata in vigore della riforma (25 giugno 2015) ad oggi, devono presentare domanda anche per tali periodi in modo da consentire la verifica dei conguagli eventualmente già effettuati.

La domanda, fino al completamento dei necessari sviluppi procedurali, è presentata in modalità cartacea utilizzando il modello rinvenibile sul sito internet dell’Inps al seguente percorso: www.inps.it >modulistica > digitare nel campo “ricerca modulo” il seguente codice: SR165

Purtroppo la violenza sulle donne è un fenomeno che coinvolge anche il Veneto: nel 2015 le donne accolte e prese in carico da IRIS, il Coordinamento dei Centri antiviolenza veneti, sono state 1681.

Nell’85% dei casi si tratta di vittime di violenza intrafamiliare e la maggior parte delle utenti ha figli e filglie minori che sono vittime di violenza assistita (fonte: www.telefonorosaverona.it)

 

 

 

 


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