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Lavorare smart: soluzioni agili per competere

Ma che cos’è il lavoro agile? Ne parliamo all’incontro dal titolo Lavorare smart: soluzioni agili per competere, organizzato dal Centro Servizi Cisl con T2i innovazione per fare il punto sulle possibili opportunità del lavoro agile.

Sì, perchè scegliere dove svolgere il proprio lavoro e gestire il proprio tempo aumenta il benessere e la produttività, basta darsi degli obiettivi. Provare per credere.

All’incontro saranno presenti anche i referenti di alcune aziende che hanno già sperimentato lo smart working e ci racconteranno com’è andata.

Il progetto si inserisce nel Programma Operativo Regionale – Fondo Sociale Europeo 2014-2020, Asse I – occupabilità (codice progetto 4940-1-254-2016)

Quando: Venerdì 26 maggio dalle 9 alle 13

Dove: 311 Verona – Coworking, Lungadige Galtarossa 21

Per iscriversi (la partecipazione è gratuita): https://it.surveymonkey.com/r/SMART_26_05_2017

Per il programma completo e per sapere chi ci sarà tra gli ospiti, ecco la locandina

Allegati:

testo DDL approvato

intervento UnicreditGroup

intervento consulente del lavoro

 

Il Senato ha dato il via libera definitivo al ddl n. 2233-B, sulla tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e sul lavoro agile, una piccola grande rivoluzione.

Nell’intervista al quotidiano L’Arena del 12 maggio 2017, Emiliano Galati (Segretario della Felsa, Federazione lavoratori somministrati autonomi atipici della Cisl del Veneto) fa il punto sulle ricadute che il provvedimento può avere anche a Verona, dove circa un terzo di chi lavora lo fa con partita Iva.

Il testo introduce tutele per la maternità, rende strutturale la Dis-Coll (l’indennità di disoccupazione che ricevono i collaboratori coordinati e continuativi) ed inserisce una regolamentazione per ricevere pagamenti entro i 60 giorni dalla fatturazione.

Inoltre, “È stato compiuto un passo fondamentale nella regolamentazione del cosiddetto smart working“, dice Emiliano Galati.  Ad esempio, ci deve essere un accordo scritto tra dipendente e datore di lavoro che preveda anche il diritto di disconnessione, cioè la possibilità di avere momenti di pausa.

“La legge pone regole nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti; allarga il perimetro delle spese deducibili. Inoltre, se arriva un figlio la lavoratrice autonoma potrà ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare, senza che scatti l’astensione obbligatoria” – continua Galati – “Ora la sfida sarà far conoscere le opportunità della legge agli autonomi che lavorano spesso soli e non hanno luoghi di aggregazione nei quali trasmettersi informazioni. A Verona, dove già esiste lo sportello Saf, Servizi amministrativi e fiscali, il primo a livello nazionale per capacità di accoglienza, dove si prestano servizi individuali ed assistenza fiscale a circa 400 partite Iva, occorrerà alzare l’asticella ed evolvere prestando anche consulenza e facendo formazione per la vasta platea di autonomi”.

Nell’ambito degli interventi previsti dal Progetto “Lavorare smart: soluzioni agili per competere”, che ha come partner operativo anche Centro Servizi Cisl (Csc) Srl, è stato organizzato l’incontro

Smart working: tra realtà e falsi miti

L’incontro ha l’obiettivo di condividere elementi tecnici e concettuali di riferimento della conciliazione vita-lavoro ed in particolare delle soluzioni aziendali “smart oriented”, al fine di avviare e stimolare un momento di confronto costruttivo con le aziende, le parti sociali e le istituzioni del territorio regionale.

Data e orario: 14/07/2016, con inizio alle ore 14

Luogo: t²i, Trasferimento Tecnologico e Innovazione – Sala convegni – Corso Porta Nuova, 96 – 37122 – Verona

Programma
14.30 – La Conciliazione Vita&Lavoro a Verona: il percorso, le esperienze precedenti e il progetto Lavorare Smart  (Marco Brunelli – t2i)

15.00 –  Come cambia l’azienda e il territorio grazie alle nuove soluzioni organizzative di “smart working”, tra aspetti concettuali e normativi (Stefania Cazzarolli – Variazioni Srl)

16.00 – Best case: aziende “Smart working oriented” – punti di forza e criticità. Sara Nidasio – Direttore Risorse Umane CNP Unicredit Vita S.p.A.; Barbara Marin – Responsabile Pari Opportunità – Work Life Balance Direzione Risorse Umane – Banco Popolare

17.00 – Dibattito/tavola rotonda di condivisione di significati e prospettive (perché sì o perché no; difficoltà; opportunità e falsi miti)

18.00 – Quali opportunità offrono i progetti LAVORARE SMART: SOLUZIONI AGILI PER COMPETERE e INNOVAZIONE: SOSTANTIVO FEMMINILE (Franca Bandiera– t2i)

18.30 – CONCLUSIONI dei lavori e Aperitivo finale

La partecipazione è gratuita, ma per motivi organizzativi è necessario iscriversi online entro il 12/07/2016:

Per maggiori informazioni e per iscrizioni: http://www.t2i.it/eventi/?ID=567

Scarica la locandina

Sta cambiando non solo il mondo del lavoro e dei contratti ma anche il modo di lavorare.
Lo Smart working, detto anche lavoro agile, è un lavoro che cresce con l’aumentare dell’ impatto della tecnologia sul lavoro e sui lavori. È un fenomeno più strutturato nelle grandi aziende (vedi il caso della Barilla) ma si sta diffondendo anche a Verona.
Sta prendendo sempre più piede anche il Coworking, uno stile lavorativo che prevede la condivisione di un ambiente di lavoro, mantenendo però un’attività indipendente, e che quindi coinvolge professionisti che lavorano a casa, liberi professionisti o persone che viaggiano frequentemente e che necessitano di un luogo di “appoggio”; inoltre il coworking permette di ridurre i costi della gestione di un ufficio.

“Come parte sociale dobbiamo ascoltare, tutelare ed assistere questi lavori e queste lavoratrici, anche alla luce anche del Jobs Act delle Partite Iva”, dice Emiliano Galati, Felsa Cisl .

Per approfondire, leggi l’articolo sul quotidiano L’Arena e sul settimanale Verona Fedele

Durante lo scorso anno è cresciuto l’interesse verso lo smart work, cioè il “lavoro agile“, che oltre a rendere più facile la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, permette alle aziende di risparmiare sui costi e aumentare la produttività.

Secondo Mariano Corso, responsabile scientifico dell’osservatorio sullo smartworking del Politecnico di Milano, “dando la possibilità di lavorare un paio di giorni da casa l’aumento della produttività è del 20%. In alcuni casi – penso in particolare agli help desk – l’aumento della produttività arriva al 40%”, inoltre “quando il 20% dei dipendenti lavora da casa l’azienda può permettersi uffici più piccoli, quindi affitti più bassi, bollette della luce meno onerose”.

Lo smart working è al centro di un disegno di legge collegato al legge di Stabilità 2016, però manca ancora il decreto attuativo.

Per approfondimenti:

http://www.corriere.it/economia/16_gennaio_18/lavorare-casa-boom-smartwork-f4d17396-bdd0-11e5-b5c4-6241fae93341.shtml

 

 

Nel video realizzato da Italia Lavoro La FemMe, Antonella Marsala illustra le opportunità legate al telelavoro; un modo di prestare la propria attività lavorativa che, se ancora in Italia non riesce a prendere piede, intanto in Europa assume profili sempre più interessanti, sia da un punto di vista sociale che da un punto di vista tecnologico.

Se telelavoro significa lavorare in un luogo diverso da quello “classico” ora non significa più solamente riprodurre l’ambiente di lavoro in casa (ad es. con computer, sedia ergonomica, ecc.) ma, grazie alle nuove tecnologie (tablet, smartphone, ecc.), significa lavorare in modo più agile e mobile (smart working, appunto).

In Italia il ricorso al telelavoro è bassissimo (solo il 3.2% di lavoratori/lavoratrici ne usufruisce, contro il 28% degli olandesi e circa il 18% degli inglesi, danesi e tedeschi) e la normativa è ancora anacronistica. Un vero peccato visto che il telelavoro avrebbe ricadute positive su:

  • persone, perchè permette di conciliare i tempi di vita familiare e personale con quelli di lavoro
  • aziende, perchè fa risparmiare svariati costi di gestione e di servizi e perchè garantisce una maggiore produttività di chi lavora
  • ambiente, perchè si evitano congestionamenti in termini di traffico negli orari di punta

Il consiglio di Italia Lavoro, per permettere di aprire una breccia nel muro italiano, è quello di provare a ricorrere al telelavoro inzialmente solo per una parte delle mansioni svolte da lavoratore/lavoratrice, per agevolare un assestamento organizzativo che, alla lunga, ne trarrebbe giovamento.