Donne in carcere: il loro percorso per la rinascita


ragazza macchina fotografica
“Avevo 20 anni, e una bambina di tre settimane, ho reagito a una molestia sessuale e mi hanno dato 14 anni. Il carcere è diventato il luogo in cui ritrovarmi”.
È iniziato così “Ri-genero. La forza di ricominciare“, il vernissage fotografico realizzato dalle donne detenute presso il carcere di Montorio, guidate dalla fotografa Giovanna Magri e dalle volontarie dell’Associazione Microcosmo, che da anni sostiene il loro percorso di “ri-generazione”.
In una sala buia come un bosco di notte ogni detenuta ha illuminato con una torcia la propria immagine leggendo la propria testimonianza; via via l’oscurità è diventata luce e il bosco si è rivelato un luogo popolato e di condivisione.
Sono donne coraggiose, spesso con alle spalle storie di abusi e violenze, che accettano il carcere come conseguenza alle regole infrante ma anche come occasione di riflessione e di rinascita interiore.
La Cisl, insieme a Cgil, Uil e Consulta delle associazioni femminili ha convintamente sostenuto questo progetto, per essere testimone sia del serio e difficile impegno delle detenute sia del lavoro che Microcosmo quotidianamente svolge, per offrire una prospettiva di vita dignitosa e libera da pregiudizi e stereotipi a queste donne che, scontata la pena e concluso il percorso, torneranno ad essere parte attiva della nostra società come madri, lavoratrici, cittadine.

 

 


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