Microcosmo è un gruppo di persone detenute e di persone “libere” organizzate in un Laboratorio gestito con la metodologia del gruppo, per sollecitare l’esperienza di relazioni positive, la competenza relazionale, la necessità delle regole, la crescita di consapevolezza e del senso di responsabilità.
Cisl Verona, già da qualche anno, collabora con Microcosmo per agevolare la creazione di legami costruttivi e lo scorso Otto marzo la Responsabile del Coordinamento donne Paola Zamboni ha partecipato allo Storytelling sui diritti delle donne in Italia, che ha coinvolto numerose detenute.
Vi proponiamo il resoconto scritto da Microcosmo sull’iniziativa “Ottomarzo. Femminile, plurale” – Edizione 2017
nell’ambito della programmazione con il Comune di Verona
Nei dintorni dell’ Ottomarzo, tre giorni al carcere di Verona
Progetto integrato associazione MicroCosmo e CPIA
Il programma “Nei dintorni dell’OttoMarzo, tre giorni al carcere di Verona” ha preso avvio presso la Sezione
Femminile della Casa Circondariale mercoledì 8 marzo, mentre la città si apprestava a decorare la sua
piazza più importante su cui si affaccia l’Arena, con la realizzazione femminile collettiva della Coperta di
Giulietta.
Al mattino l’associazione Viviamo in positivo ‐ VIP Verona onlus, nell’ambito del progetto del CPIA “Relazioni in gioco” ha condotto un laboratorio giocoso nel quale promuove il benessere relazionale e la filosofia del pensiero positivo, attraverso tecniche del gioco, clownerie e improvvisazione.
Nel pomeriggio, grazie alla collaborazione con l’Associazione delle giuriste veronesi VEGA, è stato proiettato il film “Angeli d’acciaio” che racconta come le donne americane hanno conquistato il diritto di voto. A chiusura della giornata, al microfono della piazza affollata nel richiamo della Coperta di Giulietta, MicroCosmo ha annodato un filo di continuità tra gli eventi nella sezione femminile e quelli nel territorio, per affermare una dimensione femminile partecipata al di là delle differenti condizioni, riportando in piazza l’esistenza del carcere come luogo che appartiene alla città.
Giovedì 9 marzo Fabrizio Piccinato di Artefatto Teatro in “Chi decide la mia vita?” ha coordinato un gruppo di donne detenute in alcune dinamiche teatrali per sviluppare consapevolezza del proprio corpo e di come viene percepito dagli altri nel movimento. Le donne hanno fatto esperienza nella percezione delle proprie emozioni e nel riconoscimento di quelle vissute dalle persone vicine. Piccinato le ha accompagnate da una attenzione‐percezione di sé alla relazione‐comunicazione con un’altra persona, per arrivare poi a concludere questo significativo “assaggio” nella costruzione di una rete collettiva.
Il filo rosso conduttore delle tre giornate in carcere con l’evento in Piazza Bra è proprio quello della tessitura delle relazioni. Così anche nelle dinamiche proposte da Piccinato le donne hanno partecipato con entusiasmo alla scoperta di alcune parti di se stesse e alla bellezza della condivisione.
Ma, se la “festa della donna” si valorizza come effettivamente è, come Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, allora proprio ci sta che alcune sindacaliste di CGIL CISL e UIL vengano a raccontare ad un pubblico di donne provenienti da diversi paesi e alle stesse italiane, come e quando in Italia sono stati raggiunti alcuni degli obiettivi che riguardano la vita delle cittadine.
Sulla voce narrante di Paola Zamboni (CISL) con una integrazione di Maria Pia Mazzasette e Francesca Tornieri (CGIL) in uno Storytelling sui diritti delle donne in Italia sono state ripercorse le tappe fondamentali che hanno segnato le conquiste dei diritti tra la fine del novecento e l’inizio del nuovo millennio, anche con l’apporto testimoniale della Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale, Margherita Forestan.
Ma se l’Italia segue un suo corso, le vite individuali si snodano in un tempo che pare indifferente alle cronologie e spaziano geograficamente sul pianeta. Percorsi individuali tra Africa, Europa e America Latina si innestano nel flusso storico dei destini delle donne nel mondo. Inizia così “Tessitura Minima – quando i nodi vengono al pettine”. È il momento in cui alcune donne detenute offrono a circa quaranta loro compagne e ad altre venti donne”libere” rappresentanti enti, associazioni e la cittadinanza, una loro elaborazione che le ha impegnate dall’ideazione alla realizzazione in una performance artistica che ha chiamato il pubblico a rendersi parte attiva.
Su di una bianca lavagna, un lenzuolo vissuto in carcere teso a telo, sei donne detenute hanno rappresentato la loro vita ognuna in una treccia da loro realizzata. Ad ogni incrocio di treccia hanno testimoniato un nodo fondamentale del loro vissuto, un diritto non rispettato, illuminando nelle storie di vita, prima del presente – carcere, discriminazioni, violenze, mancate opportunità e sofferenze che le donne hanno subito, alle quali spesso non si riesce a dare parola.
Si è compiuta pian piano una Tessitura, minima, appunto, una sorta di ricamo, che ha formato dei quadri bianchi sui quali le ospiti hanno inserito delle immagini disegnate dalle detenute, rappresentando la positività, la serenità e la pace, il calore umano e la speranza, il calore della comunità.
La performance ha consentito scongelamenti emozionali, espressioni personali, e riconoscimento reciproco di appartenenza ad un unico flusso che, prima ancora che di genere, riconduce al genere umano.
Le donne tessitrici si sono prese per mano e, ognuna dicendo il proprio nome, ha preso per mano le persone vicine. Si è composto, come nella rappresentazione, scivolando anzi da essa per entrare nella realtà, un cerchio che ha incluso tutte, donne detenute e donne libere, in un unico afflato, in un unico tessuto.
Il farsi comunità è la vera tessitura, quando ognuno è un filo che intreccia, e non uno strappo. In quel caso spetta anche a chi sta intorno adoperarsi per ricucire. Non vogliamo far finta di non capire, o dimenticare, che le donne che approdano al carcere spesso hanno già subito e faticano a ricostruire una vita. Tessitura minima ricorda questo, perché quando i nodi vengono al pettine non sono solo inceppi sulla lisciatura dei capelli, ma snodi che hanno determinato le svolte traumatiche del percorso esistenziale. Insieme possiamo sostenere che questi snodi possano realizzarsi anche nella accezione costruttiva, positiva, armonica così che, nell’arte della ricucitura, le ferite individuali e collettive si ricompongano in un grande ricamo.
Associazione MicroCosmo – Verona
Da Ristretti Orizzonti (newsletter del 25.03.2017)
Sono numerose le iniziative organizzate a Verona per la Giornata internazionale della donna, raccolte nella locandina realizzata dal Comune di Verona e sostenute anche da CISL.
L’occasione è importante per riflettere su quanto stato è fatto, e quanto ancora c’è da fare, per un’equa partecipazione della donna nella vita sociale, lavorativa e politica.
Noi portiamo avanti la nostra collaborazione con Microcosmo, associazione che opera a favore delle detenute della Casa Circondariale di Verona, alle quali verrà proposto uno Storytelling sui diritti delle donne in Italia.
Saremo inoltre in piazza Bra l’8 marzo per “La coperta di Giulietta“, un’ opera relazionale condivisa per dire no alla violenza contro le donne.
Vi ricordiamo infine il Convegno “La forza e la gioia. Donne oggi, fermarsi incontrarsi ri-partire” organizzato per il 9 marzo.
Per vedere tutti gli eventi in programma visita il sito del Comune di Verona oppure vedi il depliant
Vi invitiamo al convegno La forza e la gioia. Donne oggi, fermarsi incontrarsi ri-partire
Quando: 9 marzo 2017, ore 20.30
Dove: presso l’Istituto don Bosco, via A. Provolo 16, Verona
ingresso libero, parcheggio interno
Temi trattati
Amore gelosia stalking
relatrice: dott.ssa Guadagnini Giuliana, Psicologa Clinica – Sessuologa,
specializzata in Psicologia Giuridica ,
perfezionata in Psicogeriatria e Psicogerontologia,
perfezionata in Disturbi del Comportamento Alimentare.
Coltivare la forza interiore e la gioia per reagire alle difficoltà
Per affrontare le sfide della vita serve una grande forza interiore, imparare a coltivarla ed accrescerla ci aiuta a ritrovare la gioia di vivere.
relatrice: dott.ssa Franca Consorte psicologa, Counselor, operatrice clinica di Training Autogeno
Se puoi pensarlo puoi farlo
prendere decisioni e assumersi le responsabilità.
relatrice: Maria Antonietta Bergamasco, titolare DHUB Atelier di Riuso Creativo
Conduce: Raffaella Moretto, Segr. Prov. FNP Pensionati
con la presenza di Ferucia Trevenzoli, Coordinatrice Donne FNP
e della dott.ssa Marcella Rossetto, Anteas Punto Famiglia.
Mercoledì 16 marzo 2016, alle ore 15.30, presso la Fonderia Aperta Teatro (via del Pontiere, 40 – Verona) si terrà l’incontro “Diritti & Rovesci. La lunga strada delle donne alla conquista del diritto di voto e non solo…” a cura della Compagnia Teatro Fuoritempo Spi Cgil.
Intervengono:
Olivia Guaraldo, docente di Filosofia Politica – Università di Verona, “Diventare cittadine, il lungo cammino delle donne verso la libertà”
Valentina Catania, storica associazione rEsistenze, “Le donne votano! La nascita della Repubblica Italiana”
Coordina:
Raffaella Moretto, segreteria provinciale Fnp Cisl Verona
L’iniziativa è inserita nel programma “Ottomarzo. Femminile, plurale” del Comune di Verona
Scarica la locandina pag.1 – pag.2
In questa data così importante per le donne (il 10 marzo del ’46 le italiane votarono per la prima volta), la Cisl di Verona, attraverso il Coordinamento donne, ha partecipato al Laboratorio di scrittura autobiografica “Il corpo informa – conoscersi per rispettarsi ed essere rispettate” a cura di Ludovica Danieli, della Libera Università dell’Autobiografia.
Erano presenti donne detenute e donne libere, per condividere, in occasione della Giornata internazionale della donna, un cammino di scrittura autobiografica, sia come esplorazione individuale (per conoscersi un po’ di più) sia come spazio di dialogo e opportunità di ricerca.
Le donne detenute, che stanno scontando la propria pena e quindi saldando il proprio debito con la società, attraverso lo scambio con altre donne “fuori”, hanno potuto assorbire sensazioni ed emozioni alternative ma anche restituire riflessioni e suggestioni indispensabili per chi “è fuori”.
Le storie sono state tutte intense, dure, toccanti, potenti. Storie di resilienza, cioè della capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.
Bambina mia,
Per te avrei dato tutti i giardini
del mio regno, se fossi stata regina,
fino all’ultima rosa, fino all’ultima piuma.
Tutto il regno per te.
E invece ti lascio baracche e spine,
polveri pesanti su tutto lo scenario
battiti molto forti
palpebre cucite tutto intorno. Ira
nelle periferie della specie e al centro. Ira.
Ma tu non credere a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e
di sangue. Lo fa perchè è facile farlo.
Noi siamo solo confusi, credi.
Ma sentiamo. Sentiamo ancora.
Sentiamo ancora. Siamo ancora capaci
di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.
Tocca a te, ora,
a te tocca la lavatura di queste croste
delle cortecce vive.
C’è splendore
in ogni cosa. Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di più.
C’è splendore. Non avere paura.
Ciao faccia bella,
gioia piu’ grande.
L’amore è il tuo destino.
Sempre. Nient’altro.
Nient’altro. Nient’altro
(Per te bambina mia – Mariangela Gualtieri)
In occasione della Giornata internazionale della Donna, i Coordinamenti donna e politiche di genere di Cgil, Cisl e Uil di Verona organizzano, per mercoledì 2 marzo 2016 alle ore 17, presso il Palazzo Gran Guardia – Sala Convegni, la Tavola rotonda, in collaborazione con la Consigliera provinciale di Parità Paola Poli, dal titolo: «Donne e Lavoro – Gioie e dolori».
Quali traguardi sono stati raggiunti? Quanta strada resta da fare? Quali sono gli ostacoli da rimuovere?
Partendo da quanto dichiarato dalla nostra Costituzione “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore (art. 37 Cost.)” si darà spazio a dati, commenti e testimonianze di donne e lavoratrici sulla reale possibilità di carriera ed effettiva parità di retribuzione.
Secondo il Global gender gap report, che misura il divario di genere in 145 paesi, l’Italia è al 111° posto su 145 paesi, per quanto riguarda l’ambito lavorativo, con il 13% di disoccupazione femminile; solo il 54% delle donne partecipa al mercato del lavoro e comunque guadagnano la metà di un collega uomo. Nessun Paese avanzato è così in fondo alla classifica.
La Tavola rotonda si propone di offrire uno spaccato della situazione lavorativa delle donne veronesi (e non solo), per stimolare riflessioni e proposte, per valorizzare i talenti delle donne.
Promuovere la presenza delle donne sul mercato del lavoro non è solo una questione di equità, è una questione di benessere, un investimento sul futuro di tutti e tutte.
L’iniziativa è inserita nel Programma “Ottomarzo. Femminile Plurale” del Comune di Verona.
Per informazioni: Paola Zamboni, coordinamentodonne.verona@cisl.it
Guarda l’intervista
Come tutti gli anni, anche quest’anno, in occasione della Giornata internazionale della Donna, il Comune di Verona ha costruito un programma ricchissimo, molto articolato, con proposte diversificate e molto significative che vanno a toccare molteplici aspetti del mondo delle donne.
Anche la Cisl di Verona si è inserita in questo programma, con la Tavola rotonda prevista per il 2 marzo 2016 «Donne e Lavoro – Gioie e dolori» e sostenendo (insieme a Cgil, Uil, Consulta delle Associazioni Femminili) le attività promosse dall’associazione Microcosmo che lavora all’interno del Carcere di Montorio:
- Giovedì 3 marzo (presso sala Buvette della Gran Guardia), dalle 10.30 alle 19 Mostra fotografica con performance (alle ore 17) “RI-GENERO” laboratorio di scrittura autobiografica e fotografie realizzato nella sez. femminile del carcere di Montorio.
- Giovedì 10 marzo (presso il carcere di Montorio): Il corpo informa – conoscersi per rispettarsi ed essere rispettate. Laboratorio di scrittura autobiografica sul tema, aperto a persone detenute ed esterni (a cura di L. Danieli, docente della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, F. Piccinato, attore e regista, e L. Donini Trio)
- Venerdì 25 marzo (presso il carcere di Montorio): Performance “RI-GENERO”, alla Sezione Femminile.
Gli appuntamenti in carcere, sono solo su prenotazione alla mail: microkosmo@hotmail.it
Per conoscere tutti gli eventi in programma visita la pagina sul sito del Comune di Verona oppure scarica il file pdf con la locandina completa.
Anche quest’anno a Verona saranno numerose le iniziative legate all’Otto marzo, Giornata internazionale della donna.
Una data importante per fermarsi e riflettere sulle conquiste sociali, politiche ed economiche ottenute dalle donne ma anche sulle discriminazioni e le violenze a cui sono sottoposte ancora oggi, anche in Italia.
Cisl, insieme a Cgil, Uil e Consulta delle Associazioni Femminili ha deciso di sostenere l’iniziativa Ri-genero. La forza di ricominciare. Testimonianze di donne detenute presso la Sezione Femminile del Carcere di Verona, un laboratorio fotografico condotto dalla fotografa d’arte Giovanna Magri.
Sarà l’occasione per mantenere viva la rete con le operatrici del carcere e le donne detenute, con l’obiettivo di arginare l’isolamento sociale e incoraggiare il cambiamento positivo.
