Verona e i “corridoi” uno e cinque


Quando si parla di corridoio 1 e di corridoio 5 si parla di due infrastrutture Europee determinanti per la crescita e lo sviluppo di questo nostro vecchio continente.

Il corridoio 1 metterebbe in collegamento. con una linea ferroviaria ad alta velocità, Berlino con Palermo, attraversando tutta l’Europa dal nord al sud e viceversa. Il corridoio 5 metterebbe in collegamento, sempre con una linea ad alta velocità, Lisbona con Kiev, dall’Est all’Ovest e viceversa.

E’ inutile ricordare quanto e da sempre siano importanti le comunicazioni per incentivare lo sviluppo. Non c’è tavola rotonda, cabina di regia o seminari che non ci ricordino quanto sono importanti le infrastrutture per generare sviluppo economico.

Anche i Cinesi hanno capito quanto sono importanti i collegamenti per lo sviluppo economico se all’inizio del 2010 hanno inaugurato una linea ferroviaria ad alta velocità (TAV) di 614 miglia, circa mille chilometri, con un tempo di percorrenza di 3 ore. Non solo entro il 2012 le linee TAV funzionanti in Cina saranno 42 e collegheranno l’intero paese.

Tornando alle nostre TAV, del vecchio continente, sembra inutile ricordare che essendo due linee perpendicolari tra loro in un punto si dovranno incontrare e quell’incrocio pare avvenga proprio a Verona. Per la sua collocazione geografica, Verona, da sempre rappresenta un punto di incrocio tra le direttrici nord-sud est-ovest. La città scaligera ha anche la “fortuna” di collocarsi ai confini con Lombardia e il Trentino pur avendo poco distante l’Emilia Romagna. Questa situazione ha permesso di qualificarsi come centro d’interscambio delle merci, di sviluppare poli logistici di interesse europeo, un aeroporto e una fiera di interesse internazionale.

In questi giorni leggiamo sui quotidiani locali che inadempienze nostrane rischiano di ritardare la realizzazione del tratto TAV del corridoio uno (nord sud) che dovrebbe passare per Verona. Documenti inviati a Roma sembra non siano mai arrivati o se sono arrivati sono finiti su tavoli sbagliati. Volontà politiche non ancora convinte che Verona debba essere il crocevia. Insomma viene da dire che siamo alle solite.

Purtroppo non è più tempo per girarci intorno a decisioni e ancor di più a realizzazioni così importanti e determinanti per il destino di questo territorio che perde giorno dopo giorno pezzi di produzione importanti e interesse internazionale.

Meno tavole rotonde, ha ragione il Presidente dell’API di Verona Arturo Alberti quando dice che in questa crisi si salveranno i falegnami perché mai come in questo periodo sono state fatte tavole rotonde e quadrate. Aggiungendo, “tra un po’ faremo tavole a castello come i letti dei militari”. Meno tavole rotonde e più peso nel luoghi della politica dove si decide veramente.

Chi ha fatto almeno una volta la Salerno Reggio Calabria si sarà sicuramente accorto che a un certo punto l’autostrada abbandona la costa per andare a Cosenza e per poi ritornare sulla costa obbligando così a fare almeno 80 chilometri in più. Le “male lingue” dicono che il tracciato all’epoca è stato deciso con le dovute pressioni del Ministro Giacomo Mancini di Cosenza. All’epoca però eravamo nella prima repubblica …

Massimo Castellani
Segretario Generale Cisl Verona


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