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Un’economia in ginocchio, non va lasciata sola

10 Novembre 2010

Gli eventi atmosferici, ci sono sempre stati. I loro effetti si sono attenuati con il progresso e con le azioni preventive che l’uomo ha saputo mettere in atto per evitarne il più possibile i danni.

Per chi come me è nato e cresciuto, sulle rive dell’Adige, si ricorderà che nei momenti di piena, un tempo più frequenti e più impetuosi, il corso del fiume veniva seguito direttamente da volontari e dal personale del magistrato alle acque. Ricordo che queste persone, una ogni tre o quattrocento metri, passavano notti intere, sugli argini, per controllare che il livello del fiume non superasse i limiti di guardia. Pronti nel caso a darne l’allarme. Negli anni opere di prevenzione ne sono state fatte, rinforzando gli argini e liberando in altri canali le eventuli piene del fiume.

Le inondazioni devastanti di questi ultimi giorni, che hanno messo in ginocchio l’economia di migliaia di famiglie e imprese, nella nostra provincia di Verona, stanno a dimostrare che non è permesso abbassare la guardia riducendo gli addetti della forestale o i bilanci dei consorzi di bonifica.

Il personale del corpo Forestale probabilmente non svolge un lavoro appariscente, non dà visibilità alle risorse spese. Sicuramente però è un lavoro di cura e di attenzione al territorio che contribuisce ad evitare sciagure di cui in questi giorni siamo stati spettatori.

A disastro avvenuto è scattata, immediatamente, la solidarietà umana, il Palaferroli è rimasto praticamente inutilizzato perché le famiglie che si erano salvate dall’onda hanno ospitato le altre e i volontari non avevano ne razza, ne colore. Quello che purtroppo è accaduto a Soave e Monteforte sarà anche la prova del nove per i rappresentati politici veneti con incarichi importanti nel governo o all’opposizione. Il Veneto conta in quanto è il motore dell’economia nazionale. Il Veneto è importante perché fra le tasse che paga e i trasferimenti che riceve dallo stato ha un disavanzo attivo di +6,882 mld di euro all‘anno.

Pur sapendo che sia a Soave che a Monteforte non si è mai smesso di lavorare dal momento che l’alluvione ha invaso interi quartieri, che la laboriosità è un valore innato nelle persone e che certo non sono stati lì ad aspettare gli aiuti, è importante però, nel prossimo futuro, non abbandonarli e lasciarli soli.

Per tanto, se i veneti ogni anno pagano circa 7 miliardi di euro in più rispetto ai servizi che ricevono dallo stato, tutti ci aspettiamo un’attenzione adeguata per aiutare le famiglie e le imprese inginocchiate dall’alluvione. Credo che questa sarà una vera e importante prova di federalismo reale e non virtuale.

Massimo Castellani
Segretario Generale Cisl Verona


Cisl Verona
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