Verona come simbolo ha l'arena, Rovigo dovrebbe avere…


È la città delle rose, ancora dai tempi dei romani o forse anche prima. Le suddivisioni provinciali, così come erano state pensate, corrispondevano ad esigenze di gestione amministrativa pubblica, in anni, in cui andare da Legnago a Verona era un’avventura. Ora, gli spazi di comunicazione reale si sono sensibilmente accorciati e hanno dato vita ad altre esigenze.

Ridotto il numero delle province ne nascono di più grandi. Le suddivisioni provinciali, così come erano state pensate, corrispondevano ad esigenze di gestione amministrativa pubblica, in anni, in cui andare da Legnago a Verona era un’avventura. Ora, gli spazi di comunicazione reale si sono sensibilmente accorciati, al punto che ci s’impiega di più a percorrere quaranta chilometri di superstrada che a prendere un aereo a Villafranca per andare a Roma.Immaginare, oggi, un’unica grande provincia Verona-Rovigo è un pensiero, credo, esaltante sotto tutti i punti di vista. Geograficamente sarà presente infatti ogni tipo di ambiente: montagna, lago, pianura e mare. Ci sarà anche completezza sotto il profilo politico-infrastrutturale attraverso l’autostrada Brennero Modena, gli sbocchi al mare, gli snodi ferroviari e ci saranno persino collegamenti fluviali, senza dimenticare poi i poli logistici per lo scambio merci. Insomma quest’unica grande provincia potrebbe diventare veramente un centro d’interscambio per l’intera Europa. Si potrebbe puntare inoltre su una spiccata e collaudata predisposizione al turismo, dando risalto al settore enograstronomico che molto attrae: olio, vino, frutta, riso, verdure del Polesine e polenta della Bassa. Dipende ora solo da noi, dalle nostre volontà, dalle nostre “gambe”. Bisogna abbandonare inutili campanilismi, figli di antichi retaggi culturali e d’interessi personali di singoli amministratori e, guardando dall’alto la grande fetta di terra che dai monti arriva al mare, pensare alle infinite opportunità che potremmo trarre da questa unione. Sarebbe un errore pensare solo al risparmio per la gestione amministrativa, e non cogliere questa grande opportunità di scrivere assieme una nuova pagine di storia.

Massimo Castellani


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