Turismo, arte, ambiente, manifatturiero


Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di partecipare, in una  villa Veneta a Piazzola sul Brenta, alla presentazione del rapporto statistico 2013 della regione Veneto. Tralasciando numeri e grafici, ampiamente descritti sul quotidiano l’Arena, il clima che si respirava durante il convegno era quello di un paese moderno, europeo. Interventi brevi, supportati da grafici chiari e da video proiettati per permettere a tutti di seguire. Analisi accompagnate da proposte prive di demagogia, ma caratterizzate da competenza nei vari settori.

Questa non vuole essere una captatio benevolentiae, anche perché non conosco nessuno degli intervenuti e nessuno di loro conosce me. Ho deciso di scrivere queste impressioni perché dopo tanto inutile parlare nutro la speranza che qualcosa possa cambiare. La Regione e Verona hanno infatti enormi potenzialità nel settore turistico ma, come evidenziato anche durante il convegno, si scontrano con l’inadeguatezza delle istituzioni pubbliche nel promuovere beni ambientali, culturali ed enogastronomici. Insomma siamo seduti sopra a una miniera di opportunità e non ne sappiamo cogliere le occasioni.

A Verona accogliamo i turisti in un triangolo fatto da via Mazzini, piazza Brá e piazza Erbe. Ci sono chiese e dipinti sparsi per la città che da soli meriterebbero una visita di qualche giorno, la pala del Mantegna nella basilica di San Zeno, il rettorato di San Lorenzo, Sant’ Anastasia, San Fermo e tante altre ancora. C’è poi la Lessinia, patrimonio di bellezze naturali e di specialità gastronomiche, che teniamo nascosta quasi ne fossimo gelosi, mentre la montagna veronese continua spopolarsi.

Il turista che arriva a Verona, facevano osservare alla presentazione del rapporto statistico, è un turista che spende mediamente il doppio di un turista medio. Inoltre è un ottimo veicolo di promozione del sistema Italia, sempre che dalla visita ne ricavi impressioni positive.Inoltre attraverso la promozione di cultura, ambiente e turismo è possibile creare uno sviluppo dell’attività manifatturiera. Penso al settore industriale per la produzione di sistemi di ristrutturazione e conservazione del patrimonio artistico, o allo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili, le coste e il paesaggio possono essere la vetrina ideale per le imprese del settore.Per questo però bisogna guardare sl Paese con occhi e prospettive diverse, pretendendo dalla politica scelte innovative e coraggiose. La politica deve smetterla di continuare a guardarsi l’ ombelico e non accorgerai che il tempo che abbiamo a disposizione è quasi scaduto.

Massimo Castellani


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