Anteas e Fnp Cisl – territorio di Nogara, Gazzo V.se, Salizzole, Sorgà – invitano i propri soci/socie e loro familiari alla Festa del socio, organizzata per sabato 10 settembre 2016, nell’ambito della manifestazione estiva “Festa Riso co’ le Nose” presso l’ex campo sportivo di Nogara in via Sterzi.
L’intento è quello di incontrare numerosi soci e loro familiari in una simpatica cornice di musica e allegria.
Programma
ore 11: Santa Messa presso la struttura della Festa
ore 12: Relazione della Segreteria provinciale
ore 12.30: Pranzo sociale (14 euro a persona)
Per partecipare è necessario prenotarsi, per tutte le informazioni vedi la locandina
Segnaliamo che nel numero di luglio-agosto della rivista gratuita Pantheon, troverete all’interno il vademecum per la sicurezza redatto dalla FNP CISL Veneto, da staccare e conservare.
Saranno riportati utili consigli contro truffe, furti e raggiri, ed i numeri telefonici da contattare in caso di necessità.
Sul sito del periodico è stato pubblicato un articolo su questo tema.
Caro socio/simpatizzante FNP, sabato 13 agosto dalle 19.30 sei invitato ad un importante momento di svago ed aggregazione rivolto ai Soci e loro familiari, organizzato nell’ambito della “SAGRA DELL’ASSUNTA”, ad ENGAZZÀ di SALIZZOLE.
L’intento è di incontrare a cena numerosi soci e loro familiari in una simpatica cornice di musica e allegria.
Scarica il programma con i numeri utili per info e prenotazioni.
Che cos’è il RED?
Chi NON deve presentare il RED?
Chi deve presentare il RED?
Dove si presenta il RED?
- la dichiarazione dei redditi del pensionato con tutta la documentazione relativa;
- il CUD rilasciato dal datore di lavoro se sono stati erogati arretrati di lavoro dipendente o trattamenti di fine rapporto (liquidazione, buonuscita);
- arretrati di lavoro dipendente o trattamenti di fine rapporto (liquidazione, buonuscita);
- la documentazione relativa a interessi bancari, postali, di BOT, CCT o altri titoli di Stato;
- la documentazione di eventuali redditi esenti (pensioni di invalidità civile, di guerra, redditi esteri, ecc.).
Comunicato stampa
Falsi funzionari Inps, in Veneto truffe in aumento. Intanto l’ente e i sindacati dei pensionati firmano un accordo che prevede anche la tutela dai raggiri.
Venezia-Mestre, 7 luglio 2016 – Fanno visita alle persone anziane ma bussano anche alle porte delle strutture abitate da religiose e religiosi. Poi, con ingegnosi escamotage e fantasiosi raggiri, estorcono soldi alle vittime designate. È così che sempre più spesso in Veneto falsi funzionari Inps riescono a truffare senza alcuno scrupolo persone più o meno ingenue, molte volte sole e comunque armate di totale buona fede.
A denunciare questo spiacevole boom è lo stesso Ente previdenziale durante la firma del protocollo d’intesa con Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil nel quale – oltre a formalizzare la fattiva collaborazione con i sindacati dei pensionati – si inserisce anche uno specifico impegno a raccogliere le segnalazioni di eventuali truffe ai danni dei pensionati e a fornire agli stessi le necessarie informazioni per scongiurare i raggiri, ricordando alcuni concetti base come, per esempio, il fatto che i funzionari Inps non effettuano mai servizi o visite a domicilio.
Al di là del capitolo “truffe”, il protocollo d’intesa firmato fra l’Inps regionale e i sindacati veneti dei pensionati va a integrare quello nazionale siglato a gennaio, e ha l’obiettivo di favorire iniziative comuni a livello locale per portare l’ente pubblico più vicino all’utenza e promuovere, quindi, una collaborazione che aiuti a migliorare i servizi diretti alla fascia anziana della popolazione (i pensionati veneti sono quasi 1,3 milioni).
Anzitutto, l’Inps fornirà a Spi, Fnp e Uilp report periodici sugli obiettivi primari e sull’erogazione dei servizi affinché i sindacati possano trarne una valutazione complessiva. Inoltre, saranno programmati almeno tre incontri all’anno per discutere dell’organizzazione dei servizi dell’istituto sul territorio (campagne reddituali, bandi assistenziali, sperimentazioni sull’invalidità civile e quant’altro). Il protocollo, poi, contempla la possibilità di avviare progetti comuni, che coinvolgono Inps e sindacati dei pensionati, mentre l’ente si impegna a portare a tavoli di confronto di “livello superiore” problematiche territoriali che non trovano soluzione.
Rita Turati, segretaria generale Spi Cgil Veneto
«Questo protocollo, che segue quello nazionale firmato lo scorso 26 gennaio, mira ad agevolare il rapporto territoriale fra l’Inps e i pensionati del Veneto tramite i nostri sindacati. È un accordo molto importante che rappresenta una grande opportunità per l’utenza».
Luigi Bombieri, segretario generale Fnp Cisl Veneto
«L’incontro e la collaborazione con enti come l’Inps è la strada per aiutare gli enti stessi a lavorare meglio e a fornire servizi in modo adeguato agli utenti che noi rappresentiamo. Confidiamo che questo protocollo regionale sia di esempio anche per le nostre realtà provinciali».
Walter Sperotto, segretario generale Uilp Veneto
«Quello firmato con l’INPS è un accordo molto positivo. Ora dobbiamo farne tesoro e utilizzarlo sul territorio sfruttandone a pieno le sue potenzialità».
Il contesto normativo non è ancora definito e quindi una valutazione esatta, anche dal punto di vista economico, non è ancora possibile. Lo scenario complessivo, però, si sta delineando.
Il Governo, infatti, sembra voler fornire due alternative ai lavoratori che vogliano accedere al pensionamento prima dei requisiti fissati dalla Riforma Fornero del 2012:
- APE (Anticipo pensionistico): anticipare la pensione attraverso un prestito erogato da un istituto di credito che il lavoratore, una volta raggiunta l’età pensionabile prevista, dovrà restituire in 20 anni con trattenute sulla pensione Inps;
- RITA (Rendita integrativa temporanea anticipata): accedere anticipatamente alla pensione utilizzando i risparmi maturati nel fondo pensione per poi percepire anche la pensione Inps una volta raggiunti i requisiti.
Ape o Rita: qual è la scelta migliore?
Sulla base delle prime indicazioni, l’ipotesi migliore sembrerebbe essere la Rita. I motivi sono almeno tre:
- la prestazione per l’uscita anticipata è finanziata totalmente dai risparmi del lavoratore, dunque non è necessario accendere un prestito e, di conseguenza, non vi sarà alcuna trattenuta sull’assegno che l’Inps andrà ad erogare una volta maturati i requisiti di accesso alla pensione;
- non sarà necessario stipulare (e quindi pagare) la copertura assicurativa prevista nel caso di attivazione dell’Ape;
- potrebbero non essere previste le “penalizzazioni” di cui si è accennato per il prestito pensionistico.
Ecco quindi che, attraverso il risparmio destinato al fondo pensione, il lavoratore ha l’opportunità di anticipare il pensionamento e annullare gli impatti negativi che un “prestito” avrebbe sull’importo della pensione Inps futura (se l’impianto normativo indicato in precedenza dovesse essere confermato).
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