Nel lavoro interinale a Verona sono in aumento gli over 40


L’ARENA DEL 27.10.11
di MANUELA TREVISANI

 Sono oltre 4mila i lavoratori della provincia scaligera «somministrati», come vengono definiti in gergo tecnico, cioè assunti tramite agenzie interinali: il 55% sono uomini e il 45% donne. Una fotografia scattata dall´Osservatorio Ebitemp (Ente bilaterale per il lavoro temporaneo) su dati forniti dall´Inail, in cui si nota come il settore decisamente più portato per questo tipo di forma contrattuale sia quello dell´informatica e dei servizi alle imprese, con oltre 780 lavoratori somministrati. Subito dopo si piazzano i due comparti metalmeccanico e agroalimentare, entrambi con circa 400 assunzioni. Al quarto e quinto posto il settore dei trasporti con i suoi 269 addetti e il commercio al dettaglio (250).

 Dati che si riferiscono al secondo trimestre 2011, cioè allo scorso giugno, periodo in cui si era confermata la tendenza positiva del lavoro interinale. «A livello nazionale abbiamo riscontrato una crescita importante degli stipendi lordi erogati fino a giugno, con un incremento circa del 20% sul 2010», spiega Carlo De Paoli, presidente e amministratore delegato dell´agenzia per il lavoro In Job. «Negli ultimi tre mesi, da agosto a ottobre», precisa De Paoli, «il dato ci risulta però in leggera contrazione, a causa delle turbolenze estive, che si stanno ripercuotendo anche sul nostro settore». Settore che si sta impegnando per tornare ai livelli pre-crisi, come spiega Alberto Stanghellini, segretario Nidil-Cgil.

 PIÙ OVER 40ANNI INTERINALI. «Nel terzo semestre del 2008, il lavoro interinale era crollato del 70%: da allora c´è stata una progressiva ripresa, fino a coprire oggi circa la metà di quella perdita», spiega Stanghellini. «I dati del 2011 vedono aumentare in percentuale più le assunzioni degli uomini che delle donne, e in particolare quelli tra i 40 e i 50 anni: ciò significa che coloro che erano stati espulsi dal mercato a causa della crisi vi stanno rientrando come lavoratori interinali (che rappresentano l´1,3% della forza lavorativa totale)».

 Un modo per unire flessibilità e stabilità occupazionale, secondo Emiliano Galati, segretario regionale Felsa Cisl (la Federazione lavoratori somministrati autonomi atipici). «Tra le forme di lavoro atipico, il somministrato è quella con maggiori tutele, ma è importante farne un corretto utilizzo», spiega Galati, «soprattutto alla luce delle modifiche apportate dalla Finanziaria 2010, che vede l´ampliamento delle causali per il ricorso alla somministrazione a tempo determinato da parte delle aziende».

 VERTENZE. In altre province venete (in particolare Padova e Treviso), infatti, sono in corso numerose controversie legali promosse da sindacati autonomi. La nuova norma (che prevede l´utilizzo di lavoratori somministrati a tempo determinato per ragioni tecniche, produttive, organizzative e sostitutive anche legate all´ordinaria attività dell´impresa) nasconde infatti un concreto rischio: se da un lato amplia le possibilità di ricorso al lavoro somministrato, dall´altro crea problemi interpretativi e applicativi. «A Verona non si sono mai verificati casi del genere, mentre in altre province c´è stato un vero e proprio exploit», conclude il presidente di Injob De Paoli, «tuttavia, per evitare ogni problema, è sufficiente avvertire le imprese che stiano attente nella definizione delle causali: le motivazioni dell´assunzione devono essere scritte in modo chiaro e palese».


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