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L'identità degli italiani

“La vera identità degli italiani dal 1950 ai giorni nostri è sempre stata legata alla libertà e alla soggettività. Centrale è il rapporto e la relazione con noi stessi. Oggi purtroppo la nostra soggettività è entrata in crisi e si è tramutata in un egoismo esasperato”. Così esordisce il presidente del Censis (il famoso Centro Studi di Investimenti Sociali) Giuseppe De Rita professore e sociologo di fama al convegno tematico di conferenze organizzato dal collegio universitario femminile Don Nicola Mazza. “L’identità italiana – spiega il professore – è sempre stata un cantiere un processo aperto. Negli anni ’70, gli anni del divorzio, dell’aborto e dell’entrata in crisi del sacramento della penitenza, ma anche gli anni dell’incredibile crescita dell’impresa. Gli anni ’80 e ’90 rappresentano il rafforzamento di questo grande soggettività che poi non è altro che la creatività italiana”. Ad oggi nel nostro paese secondo il professore emerito abbiamo la compresenza di tre popoli: quello degli imprenditori una società vitale che lavora ma che non sa parlare e farsi sentire, quello degli impuniti invece che riescono a farsi sentire e hanno portato all’esasperazione il soggettivismo. Infine quella parte di italiani che non ha più fiducia in se stessa, si sente abbandonata e sfiduciata. L’italiano non si ritrova in un’identità già data. Oggi vi è una regressione dalla relazione pubblica a favore di una più intima. “L’italiano medio – spiega il già presidente del CNEL – non ha mai avuto una relazione con il mondo. O meglio l’ha avuta in parte ma essa era vuota, fatta di titoli giornalistici, di tam tam. La relazione attraverso i media non è relazione. E’ solo mero flusso informativo. Una realtà mediata, ad esempio dalla televisione o dalla radio, non può infatti definirsi tale”.

“L’italiano medio – ribadisce Giuseppe De Rita – ha bisogno di un’identità che non può più essere data dal flusso delle opinioni. Quello che regge nel nostro Paese sono le campagne, i modi di vivere dei paesini”. Il rischio è che la nostra identità continua ad essere governata dai media, dalla cultura medio-borghese.

Come si esce da questa situazione? Per il presidente del Censis le parole sono due Rappresentanza e Relazione. Quest’anno è l’anno della rappresentanza, nel mondo della cooperazione si sono messi assieme la lega delle cooperative con la Confcooperative, ancora nel mondo del commercio è nata Rete Impresa Italia che vede in un’unica struttura Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato all’insegna di rinnovare la propria rappresentanza unificando le vecchie sigle. Infine la Relazione. Con se stessi, con gli altri e poi con l’interesse pubblico cioè con la politica perché utilizzando le parole di Martin Heiddeger “ l’identità non è nel soggetto ma nella relazione”.

EMILIANO GALATI
Segretario Generale FeLSA CISL Veneto


Cisl Verona
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