I lavori di pubblica utilità


Per garantire un sostegno alle persone e alle famiglie in particolare stato di necessità, la Regione Veneto ha istituito per il 2013 un fondo di 5 milioni di euro per l’impiego di disoccupati nello svolgimento di lavori di pubblica utilità .

Possono richiedere il contributo alla Regione, in forma di co-finanziamento, i Comuni, gli Enti strumentali e Società partecipate dei Comuni che intendono occupare i lavoratori in attività di pubblica utilità. Sono considerati tali, per esempio, i servizi bibliotecari e museali, amministrativi, di assistenza agli anziani, di supporto scolastico, cimiteriali, di attività di giardinaggio di aree pubbliche, di vigilanza parcheggi, di assistenza ai convegni e altri servizi di competenza comunale o individuati dal comune a beneficio dei cittadini, purchè di carattere temporaneo e straordinario e di durata non superiore a sei mesi.

I destinatari finali sono persone prive di lavoro, di età non inferiore a 35 anni, segnalati dai servizi sociali o dai centri per l’impiego, che non percepiscano alcun ammortizzatore sociale e sprovvisti di trattamento pensionistico.

I comuni o loro enti strumentali o società da essi partecipate possono richiedere alla Regione un contributo massimo di 5.000 euro per ogni lavoratore/lavoratrice. Il contributo deve essere integrato da una quota comunale aggiuntiva pari ad almeno il 10% del finanziamento regionale. I Comuni possono proporre progetti anche in forma associata e possono integrare i fondi con contributi o donazioni di fondazioni o altri soggetti pubblici o privati.

La scadenza del termine per la presentazione dei progetti è il 15 dicembre 2013, salvo precedente esaurimento del fondo.


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