Dalla politica basta parole ma arrivi un progetto concreto per rilanciare Verona


Ho letto con interesse la proposta avanzata da Giancarlo Montagnoli, consigliere del consorzio ZAI.

Purtroppo devo amaramente riscontrare che, pur in presenza di dichiarazioni, prese di posizione e espressioni di solidarietà, l’amministrazione comunale non è impegnata in politiche volte ad avviare progetti riguardanti l’insediamento d’imprese, con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro. Condividendo la proposta di Montagnoli, relativa all’utilizzo da parte del consorzio Zai di 3 dei 28 milioni incassati dalla vendita dell’area zona-fiera ai supermercati Esselunga, per incentivare nuovi insediamenti produttivi, auspichiamo però che questo sia l’inizio di una nuova era. Un percorso che metta il lavoro al centro degli obiettivi dell’amministrazione comunale veronese. Inoltre ritengo che il gruppo IKEA possa trovare spazio alla Marangona, evitando in tal modo di congestionare ulteriormente con traffico e inquinamento Borgo Roma. Credo che poi il Comune dimostrerebbe di aver finalmente capito che le aziende scelgono un territorio se si sentono “accolte” se destinasse parte degli utili di Agsm a ridurre i costi energetici dei nuovi insediamenti produttivi.

Se invece si deciderà che il futuro di Verona è tutto nel turismo spero si lavori ad un progetto condiviso di spessore europeo. Un progetto che parta dall’ambiente, dal traffico e soprattutto dalla promozione dei beni culturali. In una parola impariamo da chi in Europa sa fare molto bene, pur con molto meno a disposizione.

Purtroppo sembra che a Verona non ci sia un progetto o, se c’è, non si capisce diretto a cosa se non a tirare avanti con manifestazioni di piazza più o meno carine e di discutibile livello culturale.


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