Corsi di formazione, attenzione alle pratiche commerciali scorrette. Informarsi bene prima di sottoscrive qualsiasi contratto


Si stanno diffondendo società che propongono corsi di formazione con pratiche commerciali anche aggressive. Adiconsum Verona sta ricevendo numerose segnalazioni da persone che si sono fatte convincere a sottoscrivere contratti per corsi di specializzazione.

Le società propongono corsi soprattutto per i giovani di qualunque tipo: per diventare pizzaiolo, pasticcere sino ai corsi di informativa. I costi sono sempre importanti anche più di tremila euro.

Attenzione, però, ad informarsi bene prima di sottoscrive qualsiasi contratto di formazione.

Infatti, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha esaminato l’attività di alcune di queste società (Pafal, Alfanet, Alfabyte, Titel, Tecnoschool e Web Europe) su segnalazione provenienti di cittadini ed associazioni dei consumatori. Tali corsi sono pubblicizzati tramite sito internet, un opuscolo informativo e soprattutto attraverso attività di telemarketing: al primo contatto telefonico (in cui non si accenna alle condizioni economiche ma ci si limita a proporre un incontro “senza impegno” per la presentazione di corsi di informatica) fa seguito una visita a domicilio della persona contattata.

L’Agcm ha contestato l’ingannevolezza delle modalità utilizzate dalle società al fine di indurre le persone contattate a concludere i contratti.

Nel corso della telefonata e della visita a domicilio si pone particolare risalto alla possibilità di effettuare stage lavorativi presso enti pubblici o società private e di conseguire titoli riconosciuti a livello mondiale o master. Ma le società non sono state in grado di dimostrare l’effettivo svolgimento degli stage; la metodologia PEKIT reclamizzata non ha alcun riconoscimento ufficiale da parte del Ministero dell’istruzione e dall’Agcm, come invece affermato nei messaggi promozionali, e lo stesso termine “master” utilizzato dalle società è improprio, perché si tratta di un titolo di studio, avente valore legale, che può essere rilasciato solo dalle università

Nel corso dell’istruttoria non sono emersi invece elementi di prova in merito ad ostacoli al diritto di recesso lamentati da alcuni consumatori

In conclusione, tenuto conto della durata e della gravità della pratica commerciale l’Antitrust ha deliberato una sanzione complessiva di 105.000 euro e pubblicazione dell’estratto della delibera su due quotidiani nazionali e sui siti internet delle società.


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