Cambiare rotta per "curare" il Paese


Che le cose vadano male è palese e lo percepiscono soprattutto coloro che hanno perso il lavoro e le imprese costrette a chiudere. I dati pubblicati da Confindustria parlano da soli e non permettono di essere ottimisti, magra consolazione vedere che a Verona va un po’ meno peggio rispetto alle altre provincie del Veneto.

Partiamo dal dato nazionale.

All’Italia va la maglia nera, in Europa, per la produzione, che nel 2012 ha chiuso con un calo del 6,2% rispetto al 2011, già anno terribile rispetto al 2010. Nel dettaglio, tutti i settori produttivi sono stati colpiti, si va dal – 16,9 % della gomma plastica al – 3,6% nell’alimentare.

Non è andata così male però a tutti: in Gran Bretagna la produzione è calata del 2,1%, in Germania del 3% e in Francia del 3,2 %.

A livello locale,  i dati sulla produzione della provincia veronese, rilevati da Confindustria, registrano una diminuzione del 2% nel terzo trimestre 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011 e solo il 14 % delle imprese intervistate garantisce attività per periodi superiore ai tre mesi.

Il punto di forza scaligero, l’export, è diminuito passando da + 5,17 % del terzo trimestre 2011 a + 2,9% al terzo trimestre 2012 e peggiorano anche gli ordini che segnano un calo del 2,28 %.

L’unico dato positivo è che il mese di dicembre ha registrato una leggera crescita rispetto a novembre. Purtroppo le inversioni di tendenza si devono considerare su un periodo più significativo di un solo mese, ma si sa che chi non riesce più a camminare si accontenta anche solo di sedere sul letto.

I dati occupazionali sono assolutamente opinabili, ma certo non è possibile dire che il tasso di disoccupazione a Verona è del 4 % quando, solo nel 2012, sono state presentate all’INPS più di ventimila domande di disoccupazione ordinaria.

Finché purtroppo non cambierà qualcosa nei rapporti con il sistema di credito, negli incentivi pubblici all’investimento delle imprese e non arriveranno dalla politica segnali chiari per il rilancio dell’economia non si potrà superare quella che ormai è chiaro a tutti non essere una crisi ciclica e passeggera.

Viceversa per cambiare rotta servono azioni concrete e non solo speranze. Sperare che passi come è arrivata è come pensare che una malattia, seria, possa risolversi senza curarsi. Gli indiani facevano la danza della pioggia…


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