Aeroporto Catullo: i conti non tornano


All’aeroporto Catullo non tornano i conti.
Infatti, nella vendita delle quote societarie dal Catullo alla società Save, del Veneziano Marchi, la società Sea, che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa presenta ricorso al Tar del Veneto contro la procedura di vendita senza gara d’acquisto. Procedura peraltro prevista dalla legge.
Alcuni giorni fa la Sea rinuncia alla proposta di sospensiva e chiede di andare a sentenza che presumibilmente sarà nel prossimo mese di giugno.
La Save, del Veneziano Marchi, ha potuto raggiungere la considerevole quota societaria del 35% del Catullo entrando dalla porta di servizio  acquistando le quote societarie del 2% che il comune DI VILLAFRANCA aveva messo in vendita SENZA UNA PROCEDURA DI GARA AD EVIDENZA PUBBLICA.
Per il Veneziano Marchi l’operazione è stata sicuramente conveniente, anzi molto conveniente. Sempre che il Tar del Veneto non condivida l’operazione giustamente pretenda la gara mettendo non solo in concorrenza vari soggetti ma soprattutto permettendo a gli amministratori veronesi di raggiungere il meglio risultato possibile in termine economici e di sviluppo dello scalo veronese FONDAMENTALE PER LA CRESCITA DEL TERRITORIO.
Fatta come è stata fatta sembra proprio una cosa da mercanti veneziani alla conquista della terra ferma. Fortunatamente però ora esistono i tribunali e non solo la forza della Serenissima repubblica che comandava, faceva e distava a suo gradire.
L’ostaggio ancora una volta è il nostro povero Catullo che dopo amministrazioni allegre si  trova ora a fare i conti con l’imponderabile. La Save ha più volte detto che non ha un piano industriale e che sarà pronto in giugno, guarda caso in giugno quando si presume si conosca l’esito della sentenza del TAR.
Ma la Save del Veneziano Marchi quali garanzie ha dato  affinché il nostro aeroporto diventi quello scalo che il territorio veronese merita e al quale dipende per la logistica, il turismo, gli affari ? Pare nessuna, tanto che il piano industriale  non c’è ancora. Save, del Veneziano Marchi, ha acquisito il 35 % delle quote societarie e controlla le scelte dell’aeroporto come se avesse il 100% e l’ipocrisia della non politica Veronese saluta la Save come un salvatore. Salvatore de che uno che entra dalla porta di servizio e con un colpo di mano senza bando di gara controlla uno scalo senza presentare un’idea di sviluppo? IL TERRITORIO HA 3 PUNTI DI FORZA CHE AGISCONO DA VOLANO PER LO SVILUPPO ECONOMICO ED OCCUPAZIONALE LA FIERA, LA FONDAZIONE ARENA E L’AEROPORTO: PERCHÉ ALLORA SVENDERLO SENZA NEANCHE AVERE CONCORDATO UN PIANO INDUSTRIALE CON INVESTIMENTI MIRATI PER LA CRESCITA DELLO STESSO TERRITORIO PER IL BREVE, MEDIO E LUNGO TERMINE?
Massimo Castellani
Segretario CISL Verona

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