Quest’Italia non è un Paese per giovani


L’Italia Non è un Paese per giovani. Questa purtroppo è la convinzione di molti. Se un ragazzo ha voglia di crescere e di investire in se stesso, anche nel nostro territorio fa fatica. A livello veronese il dato della disoccupazione giovanile è sopra il 22% e il nostro territorio ha perso oltre 10mila occupati under 29 anni rispetto all’anno scorso. La crescita della disoccupazione, dunque, non è alimentata solo da giovani che entrano nel mercato del lavoro a conclusione del proprio percorso formativo, ma anche dalla diminuzione dell’occupazione: i giovani occupati si sono ridotti in un anno di quasi 39 mila unità. Solo i giovani lavoratori autonomi hanno registrato un incremento senza però dimenticare che tra le pieghe delle nuove partite Iva si nascondono spesso forme di lavoro subordinato a tutti gli effetti. Anche dalla Legge Fornero vengono ulteriori elementi di cambiamento del mercato del lavoro che riguarderanno anche la nostra provincia, come la possibilità per le agenzie per il lavoro di assumere i giovani tramite l’apprendistato e l’opportunità di finanziare la formazione dei lavoratori a progetto attraverso Fondimpresa.

Nel quarto trimestre del 2012 il numero di lavoratori interinali a Verona che hanno svolto almeno una missione è diminuito del 10% rispetto allo stesso periodo del 2011: sono 4.087, di cui 1.639 nel settore dell’informatica e servizi alle imprese, 1.218 nel commercio al dettaglio, 1.816 nel settore metalmeccanico e 935 nell’alimentare. Cresce la componente maschile, con un incremento su base annua del 10% circa e una riduzione della componente femminile nella misura del -9%. La dinamica dell’occupazione per classi di età mostra come il lavoro interinale abbia interessato soprattutto i lavoratori con almeno 40 anni, che crescono con tassi superiori alla media e compresi fra l’8 e il 14%. Si riducono i nuovi ingressi interinali con un decremento dell’11% su base annua. Il dato che emerge con evidenza è che, tra questi, oltre il 64% è costituito da giovani con meno di 30 anni.

Quasi metà del mondo somministrato veronese, cioè gli assunti tramite agenzie interinali, è donna (44%), un quarto sono immigrati (25%). Mercato del lavoro ancora bloccato per i giovani veronesi nel 2012. La disoccupazione tra i ragazzi in cerca di lavoro (con un’età compresa tra i 15 e i 24 anni) si attesta sul 22.5%, rispetto al 36% della media nazionale. I lavoratori con contratto a progetto sono 9.900, le partite Iva complessivamente 22mila, mentre i somministrati sono poco più di 4mila.

Questa la fotografia di tutti quei lavoratori invisibili: lavoratori a progetto, somministrati, associati in partecipazione, lavoratori costretti ad aprire partite iva e una parte dei soci lavoratori di cooperative. Hanno nel patrimonio, nel reddito e nelle relazioni di famiglia la rete di protezione effettiva e solida che li garantisce in caso di difficoltà economiche e occupazionali. Però con questa crisi e la mancanza di crescita si evidenzia una diminuzione dei posti di lavoro per questi lavoratori invisibili. Le nuove generazioni non possono pedalare sempre e solo in salita. O cambiamo rotta o perdiamo almeno tre generazioni.


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