Protesta alla Everel contro i 40 licenziamenti


Sono tornati a protestare i dipendenti di Everel, gruppo di Valeggio sul Mincio tra i maggiori produttori europei di componenti per elettrodomestici e automotive. Dopo l´annuncio del probabile licenziamento di 40 lavoratori su 160, operai e impiegati hanno incrociato le braccia per contestare la dismissione di una pressa, che sarà presto portata in Romania. «Ieri è arrivato il camion per il trasporto e oggi è arrivata la gru, ma l´azienda non ha trasmesso alcuna comunicazione ai lavoratori», è il commento di Paolo Seghi, della Fiom Cgil. «Siamo di fronte a una progressiva riduzione dell´attività, che viene trasferita in altri Paesi». I dipendenti, che hanno bloccato per ore l´accesso ai cancelli dei camion, sono stati ricevuti dall´ad Andrea Caserta, sotto l´occhio vigile dei carabinieri. «Ribadiamo la nostra richiesta all´azienda di tentare la strada del contratto di solidarietà per un anno, prima di avviare le procedure di mobilità», ha dichiarato Luisa Perini della Fim Cisl. «Chiediamo, inoltre, che vengano studiati percorsi di reinserimento lavorativo per i dipendenti». La procedura di mobilità non è ancora stata aperta ufficialmente, ma secondo l´azienda si tratta solo di una questione formale. «La pressa da cui è scaturita la protesta era inutilizzata da tempo», afferma Alice Mattiello, responsabile del personale del gruppo everel, che risponde così alle richieste dei sindacati. «Il contratto di solidarietà è uno strumento poco compatibile con la nostra organizzazione del lavoro. Dal 2008 l´azienda usufruisce di ammortizzatori sociali: abbiamo atteso di vedere se il mercato si riprendeva, ma purtroppo il settore continua a essere in crisi».  M.Tr.

da L’Arena del 31/03/2012


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