Pensionati veronesi, il 76% vive con meno di €1000 al mese


Il 76 % dei pensionati veronesi vive con meno di 1000 euro al mese. Secondo i dati Inps di questi 200mila, una città nella città, 117.934 percepiscono un assegno mensile al di sotto dei 500 euro. Le pensioni tra i 500 euro e i 1000 sono il 31,56 %, quelle tra i 1.000 e i 1.500 euro ammontano al 12,57 % e quelle superiori a 1.500 euro sono poco più del 10% del totale. “Se aggiungiamo a questi dati l’incremento delle tasse e il taglio agli enti locali, con la conseguente riduzione degli stanziamenti per i servizi sociali, saremo costretti ad assistere ad un anno veramente molto difficile” commenta Massimo Castellani segretario generale Cisl Verona. Inoltre dall’analisi Cisl, al problema pensioni si aggiunge quello di una platea di disoccupati, 4.700 solo nell’ultimo anno a Verona, che non possono contare su alcun tipo di ammortizzatore sociale perché li hanno terminati tutti.

“Eravamo fiduciosi, ma i primi provvedimenti del governo Monti sono stati una doccia fredda per i pensionati” commenta Luigi Bombieri, segretario Fnp Cisl Verona “Evidentemente anche questo Governo non ha avuto la forza, o peggio ancora la volontà, di fare di ciò che andava fatto, e mi riferisco all’equità dichiarata ma non applicata.” E aggiunge “A questo Governo ricordiamo che stiamo parlando di una generazione di pensionati  nati  prima, durante e subito dopo il conflitto mondiale,  donne e uomini che sanno bene cosa è il sacrificio, donne e uomini che dalle macerie della guerra, hanno ricostruito l’Italia, una generazione che ha iniziato a lavorare in età giovanissima ed ha abbondantemente già dato. Credo che almeno un  po’di rispetto ci sia dovuto”. E questa riforma del Governo si va a sommare alle due manovre (luglio, agosto 2011) del governo Berlusconi che avevano già tagliato al sociale. La regione Veneto, ad esempio,per il 2011 ha tagliato del 25% gli assegni di cura rispetto al 2010. “Molti pensionati non sanno ancora quantificarne l’entità dei sacrifici che dovranno sopportare” conclude Bombieri “ma come Fnp diciamo no a questa manovra iniqua. Se sacrifici vanno fatti, noi siamo pronti, ma solo ad una condizione: devono essere equamente distribuiti”.


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