OFV: cresce la preoccupazione dei 207 lavoratori


In un documento, approvato all’unanimità lo scorso 8 luglio dall’assemblea e consegnato alla direzione dell’azienda, i lavoratori di Ofv chiedono di sapere al più presto quale sarà il loro futuro occupazionale. A quasi due mesi, infatti, dalla firma dell’accordo con il quale i lavoratori hanno accettato di apportare dei tagli ai propri compensi nulla si è mosso.

La sottoscrizione del documento era però stato accettata per mantenere e offrire una continuità lavorativa. L’azienda aveva infatti garantito che, una volta firmato, sarebbero ripartiti i lavori atti al completamento delle commesse, la cui conclusione avrebbe permesso di rilanciare lo stabilimento. Purtroppo però all’interno dei capannoni vige ancora un insostenibile silenzio. E le carrozze da completare sono state lasciate sulle linee, a rappresentare un lavoro che ci sarebbe ma che non si vuole sostenere. A questo si aggiunge il rinvio dell’incontro previsto per l’11 luglio al Ministero dello Sviluppo Economico.

La dirigenza delle Officine ferroviarie veronesi ha infatti chiesto che l’audizione venga rimandata alla settimana prossima, sostenendo che in questa settimana si definirà l’azione di ricapitalizzazione dell’azienda. I lavoratori sono però per lo meno dubbiosi. “La fiducia dei lavoratori in questa dirigenza e proprietà è ormai ridotta al lumicino” sostiene Massimiliano Nobis segretario della Fim-Cisl “Se la famiglia Biasi credesse veramente nel rilancio industriale dello stabilimento, con la stessa intensità della dignità con cui i lavoratori stanno subendo questa vertenza, l’azienda volerebbe, industrialmente parlando. Ci auguriamo che in questa settimana la famiglia Biasi produca un serio progetto di ricapitalizzazione delle Ofv, altrimenti il futuro di 207 famiglie sarà fortemente a rischio”.


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