Il nuovo piano socio sanitario: come cambiano i servizi


Lo scorso 19 novembre è stato approvato un provvedimento della massima importanza, perché procede alla riorganizzazione della rete ospedaliera, definendo puntualmente dove (cioè in che struttura ospedaliera, se Bussolengo, Negrar, S. Bonifacio, Borgo Roma, Borgo Trento..) e in che misura (cioè quanti posti letto) verranno ripartite le funzioni ospedaliere (cioè cardiologia, geriatria, ortopedia e altre).

Il fatto che si sia deciso di ridimensionare o addirittura di chiudere determinate strutture ospedaliere rispetto ad altre è poi sicuramente una questione che impatta pesantemente sulle comunità locali. E’ quindi comprensibile che, in questi giorni, l’attenzione dell’opinione pubblica sia concentrata su questo tipo di scelte e che alcuni Sindaci cerchino,con motivazioni anche condivisibili, di difendere il “loro” ospedale.

Queste discussioni, spesso caratterizzate da una forte componente campanilistica, rischiano però di depistare la nostra attenzione verso la riorganizzazione ospedaliera lasciando in un cono d’ombra altre importantissime decisioni che in questo momento vanno assunte.

Ma il potenziamento dei servizi distrettuali, l’avvio delle Centrali Operative Territoriali, elemento centrale della presa in carico della persona, l’implementazione o il riordino delle strutture di ricovero intermedie (Hospice, RSA, CTRP, Ospedale di comunità) e il tentativo di riorganizzare la presenza ed il presidio territoriale dei medici di medicina generale sono questioni tutt’altro che secondarie. Queste meritano infatti la stessa attenzione sociale riservata fino ad ora, quasi unicamente, alle problematiche collegate al riordino ospedaliero.

Il soddisfacimento, nel prossimo futuro, dei bisogni socio-sanitari nostri e delle nostre famiglie dipenderà infatti dalla capacità di affiancare ai servizi ospedalieri dei servizi territoriali rinnovati, riformati e potenziati. Queste ed altre considerazioni sono state evidenziate giovedì scorso nell’incontro pubblico organizzato dall’UST e dalla FNP ad Isola della Scala proprio con l’obiettivo di riuscire a mettere insieme le varie sfaccettature. Durante l’incontro si sono confrontati il dottor Benvenuto Borese, Direttore Dipartimento Distretto Ulss 21, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi, il dott. Antonio Bortoli, responsabile del servizio di segretariato socio sanitario della Cisl di Verona ed i colleghi Franco Antolini, segretario Fp Verona e Sabrina Dorio, segretario per le politiche socio sanitarie pubblico impiego Cisl Veneto. E’ fondamentale infatti che, in questo periodo difficile, i soggetti a vario titolo chiamati a dare attuazione alla riforma, facciano rete per scambiarsi i rispettivi punti di vista, presupposto essenziale per la assunzione di scelte che concorrano ad un reale miglioramento dei servizi resi ai cittadini.


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