Flavia Pennetta? Una dilettante come tutte le altre


Flavia Pennetta è una dilettante, anche se ha appena vinto gli Us Open; e come lei anche le campionesse Tania Cagnotto, Valentina Vezzali e molte altre.

In Italia solo sei sport sono professionistici, tutti al maschile; la colpa è di una legge datata 1981, la legge 91/81 che affida al Coni e alle Federazioni il compito di stabilire quali discipline siano professionistiche: calcio, basket, motociclismo, ciclismo, golf e pugilato, ma solo nelle loro versioni al maschile.

Secondo tale legge, lo status di “sportivo professionista” – diverso da quello di “dilettante” – è definito dalle singole federazioni sportive nazionali, che dovrebbero applicare le direttive stabilite dal Coni che, in 34 anni, non ha ancora chiarito cosa distingue l’attività professionistica da quella dilettantistica e la mancanza di un chiarimento ha determinato una grave discriminazione, penalizzando le donne.

Molte federazioni sportive, infatti, hanno escluso esplicitamente le donne dall’area del professionismo: il caso più eclatante è quello del calcio, ma anche la pallacanestro pone molti limiti, non permettendo alle donne la partecipazione ai campionati nazionali.

Per questa situazione inaccettabile, è stata lanciata una petizione su Change.org e Assist Associazione nazionale atlete per il 26 settembre 2016 ha organizzato il Meeting nazionale per lo Sport femminile, per chiedere l’intervento del Governo e del Coni per una nuova legge più giusta ed equa.

Non è solo una questione di titoli, ma anche di tutele: essere professioniste permette di accedere alle garanzie previdenziali, sanitarie, contrattuali previste per i lavoratori del settore.


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