Donna: ti assicuro a caro prezzo


Donne al volante pericolo costante? Non c’è problema tanto pagheranno di più di assicurazione. Dal 2013, infatti, al proverbio sessista danno risposta le compagnie assicurative, che hanno previsto polizze Rc auto più care per il gentil sesso. La cosa demoralizzante è che il rincaro è il risultato di una sentenza, sulla parità dei sessi al volante, emessa dalla Corte di giustizia europea.

Il punto è che le donne finora pagavano di meno perché, in barba ai pregiudizi, hanno un profilo meno rischioso. Eh sì incredibile ma vero: hanno meno incidenti. Brave, ma certo care donne non basta.
No, non basta lavoriate di più a meno, siate sottorappresentate nei processi decisionali, sottopagate rispetto alla formazione ottenuta, riceviate scarsi servizi di cura e tutela a maternità e infanzia e che il 25% di voi sia stato oggetto di violenze fisiche almeno una volta nella vita e che circa mezzo milione di donne viventi in Europa sia stato sottoposto a mutilazioni genitali, per equilibrare una disparità (una volta a vostro favore) nel prezzo dell’assicurazione.
No, non basta. Volete la parità? E la parità ha un prezzo: vi costerà 4 euro in più ogni 100.

Ma non è tutto.  Secondo i dati raccolti dall’osservatorio  SuperMoney, che ha messo a confronto i dati delle polizze a clienti donne di sei mesi fa con quelli attuali, il rincaro è del 4%. I costi però non sono saliti per tutti: per gli uomini le polizze sono rimaste sostanzialmente invariate.

Il prezzo medio di una polizza stipulata da una guidatrice (media calcolata sulla base delle prime cinque migliori compagnie) nel 2012 era pari a 376 euro, mentre oggi ammonta a circa 393 euro: in questo arco di tempo, dunque, il prezzo è cresciuto del 4,4% medio, con picchi del 12% per alcune compagnie.

Nello stesso periodo, il costo medio di un’assicurazione stipulata da un uomo con lo stesso profilo è rimasto quasi invariato, passando da 379 a 380 euro. Le compagnie certo non si sono fatte certo scappare l’occasione di adeguarsi al dictat della sentenza europea per dare una sistematina ai conti che di questi tempi non sono certo esuberanti.

Ma a cosa serve allora la “Strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015”? Quel documento con il quale la Commissione per le pari opportunità della Comunità Europea ha presentato le nuove priorità in materia di parità tra uomini e donne. E soprattutto quali sarebbero le strategie per contribuire a migliorare la posizione delle donne nel mercato del lavoro, nella società e nelle posizioni decisionali, tanto nell’Unione europea quanto nel resto del mondo?


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