Dal 2017 Ape e Rita


Il disegno di legge di Bilancio introduce due assolute novità: l’Ape e la Rita. La flessibilità in uscita non sembra più un miraggio.

Per quanto riguarda l’uscita anticipata dal mondo del lavoro, il disegno di legge di Bilancio introduce la possibilità (in via sperimentale) di anticipare di tre anni e sette mesi il pensionamento rispetto al requisito della pensione di vecchiaia

  • l’Ape (anticipo pensionistico)
  • la Rita (Rendita Integrativa Pensionistica Anticipata)

Altra novità: eliminate le penalizzazioni previste per la pensione anticipata

L’Ape

L’Ape sarà articolata in tre versioni: social, volontaria, aziendale. La prima è gratuita, le altre due comporteranno dei costi rispettivamente a carico del lavoratore e dell’azienda.

Il primo passaggio in Parlamento non ha comportato novità sostanziali rispetto allo schema iniziale (di cui abbiamo parlato qui). È stata però prevista l’impossibilità di cumulare la versione “social” con redditi da lavoro autonomo oltre 4.800 euro e da lavoro dipendente oltre 8.000 (inizialmente, la soglia era 8.000 euro in entrambi i casi).

La Rita

La Rita, invece, è riservata a coloro che abbiano aderito ad un fondo pensione; consentirà, infatti, di anticipare la pensione attingendo (in tutto o in parte) al capitale accumulato in un fondo pensione integrativo, ovviando, così, all’attivazione di un prestito bancario per finanziare l’uscita anticipata (e i relativi oneri).

Le cifre liquidate dal fondo pensione per “autofinanziare” la flessibilità in uscita, beneficeranno della tassazione agevolata (sulla parte versata dal 2007 in poi), come per qualsiasi altra prestazione previdenziale.

Il fondo pensione diventa così uno strumento attraverso cui progettare, in totale autonomia, l’uscita dal mondo del lavoro più adatta alle singole esigenze.

Precoci e pensione anticipata

Nel disegno di legge di bilancio, rientra il provvedimento per i lavoratori precoci: chi ha versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni di età potrà accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi invece di 42 anni e 10 mesi (un anno in meno per le donne). Questa agevolazione è riservata a chi si trova nelle stesse condizioni personali previste per l’Ape “social”.

Vengono inoltre eliminate le penalizzazioni economiche (introdotte dalla Riforma Fornero e, poi, sospese fino al 2017) se si maturano i requisiti per accedere alla pensione anticipata prima di aver compiuto i 62 anni d’età.

(Fonte: Solidarietà Veneto)


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