Bonanni: "Rilanciamo la contrattazione per dare un nuovo impulso alla nostra economia"


Il Segretario Generale della Cisl, intervenuto al XVII congresso della Cgil, ha condiviso le proposte di Susanna Camusso sulla necessita’ di rilanciare la contrattazione che e’ “la radice del sindacalismo e della rappresentanza”. La Cisl pronta a riaprire una vertenza sulla riforma Fornero individuando però un percorso affidabile e vincente.

Rimini, “E’ importante per noi il vostro Congresso, importante il sindacato confederale per tutto il Paese, per la situazione di emergenza non solo economica ma anche democratica che sta vivendo” . Così il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni intervenuto al XVII congresso della Cgil, in corso a Rimini accogliendo le proposte di Susanna Camusso ai sindacati, su cui impegnarsi insieme per il bene del Paese. Tra queste il rilancio della contrattazione che osserva Bonanni e’ “la radice del sindacalismo”, della “rappresentanza” , la riforma previdenziale “su cui aprire una discussione individuando però un percorso ‘affidabile”‘,perché la “battaglia non sia fallace, ma vittoriosa”; e poi il fisco da tempo al centro dell’impegno dei sindacati.
“Le fonti della democrazia sono molto striminzite – ha sottolineato Bonanni – gli spazi di partecipazione molto ristretti e le sorti dei cittadini e dei lavoratori dipenderanno proprio da noi, da questa riserva molto importante della Repubblica”.

Per il Segretario generale della Cisl è necessario pertanto “ritrovare l’energia giusta” per tornare ad avere “fiducia e riprendere la strada dello sviluppo economico e democratico. Dobbiamo lavorare sodo su questo e trovare la stessa forza che alla fine siamo riusciti a trovare negli ultimi anni. Veniamo, certo, da divisioni, difficoltà e grandi equivoci. Ma va detto che abbiamo saputo trovare una sintesi, che è l’energia più sana della democrazia: saper far convivere realtà plurali che trovano la forza di darsi delle linee. E noi lo abbiamo fatto. Che altri non lo riconoscano a noi non interessa più di tanto. I sindacati che nel passato hanno avuto divisioni ma anche capacita’ di sintesi, possano ritrovare “la forza di darsi delle linee”.

Quanto alla ripresa di un cammino contrattuale “non esiste sindacato confederale – sottolinea il Segretario generale della Cisl – se gli spazi della contrattazione non sono gestiti. E lo dobbiamo fare proprio in un momento delicato della nostra economia. Il rilancio della contrattazione per Bonanni “deve servire a dare un nuovo impulso a ciò che produce ricchezza, alla produzione industriale da cui dipenderà la qualità e la quantità dei nostri salari. Spero che sapremo incamminarci verso questa strada anche nella pubblica amministrazione, nei servizi sociali ma soprattutto nell’industria di cui si continua a non parlare perché le classi dirigenti sono preoccupate dello scontro che potrebbe scatenare, il vero scontro che è sotto le ceneri del Paese e che deve venire alla luce. Spero che riusciremo a incardinarci in questa strada con una proposta dettagliata per mobilitare il sindacato e i lavoratori”.

Anche sulla vicenda delle pensioni Bonanni accoglie la proposta avanzata da Susanna Camusso per aprire una vertenza pensioni con il Governo, individuando però un percorso ‘affidabile’, perché “la battaglia non può essere fallace, deve essere vittoriosa” perché “se perdiamo diventa un problema serissimo”.
“Dobbiamo offrire una proposta molto forte: qualcosa che assomigli all’obbligatorieta’” passando per la riduzione delle tasse sulla previdenza integrativa e per l’unificazione dei fondi”.

E’ poi tornato sulla questione fiscale, “una nostra vecchia battaglia che ha dato qualche frutto con questi molto declamati 80 euro ” per i redditi medio-bassi inseriti dal governo nel decreto irpef. “Strutturale il prelievo e strutturale il taglio, invece no, si tratta di un bonus. E’ stato detto che saranno finanziati dalle rendite finanziarie: ma quali rendite finanziarie? Quelle dei piccoli risparmiatori”.

Su tutti questi temi sottolinea Bonanni “dobbiamo fare una proposta collettiva, non preoccupiamoci di ciò che fa diventare la fretta un programma politico, chi va piano va sano e lontano, la fretta fa fuori la verifica, la collaborazione. Dunque la democrazia. Noi non pretendiamo di partecipare alla democrazia, noi siamo l’essenza della democrazia”.


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