Agec i sindacati chiedono risposte


Pubblichiamo una nota a margine alla conferenza stampa indetta da Cgil Cisl e Uil, lo scorso 14 giugno.

La difficile situazione determinatasi in ambito di Agec e l’insufficiente risposta data per il proseguo delle attività in capo all’azienda (che) sta generando forti dubbi sulla continuità dei servizi così come è stato nel corso degli anni.

Inoltre il progetto di ricondurre ad Holding, con capofila Agsm, tutte le aziende municipalizzate senza un piano industriale condiviso con i dipendenti alimenta preoccupazioni per un pericolo che i risultati negativi che ne possono scaturire vengano scaricati, ancora una volta, sui dipendenti e sui cittadini fruitori del servizio.”

Le preoccupazioni sono avvalorate da quanto sta succedendo in Amia, senza un progetto e senza alcuna indicazione di vantaggi per i cittadini (riportato dalla stampa locale) e per le conseguenze che potrebbero incidere sui posti di lavoro.

La stessa Agsm, come riportato da L’Arena del 10 giugno, sta puntando alla “fusione con l’Agec, con l’esclusione dei servizi di mensa e funerari”: e cosa ne sarà dei servizi di mensa e della gestione dei servizi cimiteriali? Saranno venduti al miglior offerente, dopo averli svalutati per giustificarne la cessione (magari agli amici degli amici)?

Balza all’occhio l’inverosimile situazione delle farmacie gestite dall’Agec, che presentano bilanci in perdita, caso unico in Italia. Perché si prospetta di vendere le farmacie, dotandole anche del patrimonio costituito da immobili di pregio a garanzia dei finanziamenti concessi e fino ad oggi onorati? Soluzione ideale per restare come si dice in dialetto veronese “senza capitàl e senza schèi”.

Risultano deficitari anche altri settori come le manutenzioni e la progettazione, la sicurezza e l’ufficio legale/segreteria.

Si deve sottolineare che in diversi casi i dipendenti non sono nemmeno al corrente degli obiettivi da raggiungere.

Per mancate certificazioni risultano ancora non occupati alloggi già assegnati. La gente dorme in auto e l’Agec per questi alloggi non percepisce alcun canone: perché i dirigenti non firmano?

Le note vicende che dallo scorso anno poi hanno visto coinvolti vari dirigenti, alcuni dei quali, patteggiando sono stati reintegrati nei loro posti con solo apparente cambio di mansioni, a riprova che si cambia tutto per non cambiare niente.

La gestione del personale non tiene conto di nessuna professionalità ma procede a spostamenti dei dipendenti come fossero pacchi postali e creando disfunzioni pressoché in tutte le sezioni.

E non sono neppure state spiegate le soppressioni e gli accorpamenti di sezioni di elevata valenza socio-economica, come quella dell’amministrazione dei condomini, che ha anche contribuito a calmierare i prezzi di mercato.

Se questi sono i risultati, non si possono addebitarne le colpe ai soliti dipendenti. Se il pesce comincia a puzzare dalla testa forse è opportuno trarne le debite conclusioni invece di continuare a premiare i dirigenti incapaci?

Viene allora da chiedersi se il progetto che si intravede significa che le perdite sono il cavallo di Troia per poter procedere alla svendita del patrimonio acquistato e ottenuto in molti anni di impegno da parte di tutti i cittadini veronesi?

Tale progetto ovviamente sarebbe finalizzato al semplice fare cassa, come i 120 milioni passati dall’Agsm al Comune negli ultimi anni, come ha ammesso il dott. Paternoster Presidente dell’Agsm ai microfoni di una tv locale lunedì 10 giugno.

Sarebbe interessante che qualcuno onesto e competente mettesse il naso nei bilanci e ne spiegasse la congruità. Così come se sono giustificati incarichi e consulenze che potrebbero essere svolti all’interno dell’Azienda. Così come non c’è stata chiarezza e trasparenza in motivazioni, modalità e aumenti di livello retributivo dei cambiamenti di mansioni e spostamento di uffici avvenuti in particolare dallo scorso novembre, ma anche da qualche anno prima.

Anche per quanto riguarda gli strumenti di lavoro, poi, sono evidenti scelte o non-scelte poco trasparenti. Ad esempio, l’uso delle autovetture aziendali, gestite talvolta per le necessità d’ufficio ma spesso anche ad personam. I collegamenti informatici, lentissimi e che lasciano a desiderare: perché non si migliora il servizio, riducendo così per tutti gli utenti i tempi delle operazioni con il computer? In proposito, sarebbe opportuno rendicontare sia quante sono le auto aziendali e se sono tutte gestite razionalmente o se ve ne siano a disposizione di colleghi che non ne hanno necessità per le mansioni svolte, sia chi è o non è abilitato ai collegamenti internet e per quali motivi oltre che per quali servizi.

Anche per le mense manca il progetto, presumibilmente legato al consenso delle recenti elezioni, come per i contratti per le maestre dell’infanzia, si parla di appaltare non in base alla qualità del servizio all’infanzia ma, meramente, in base al costo economico e cioè sulla pelle dei nostri figli.

Tra i dipendenti c’è il timore che, dopo le ferie, si troveranno un pacchetto ben confezionato e soprattutto destinato. I dipendenti si sentono burattini che non sanno dove andranno a finire e hanno il presagio che saranno “svenduti”, col capitale al ribasso al miglior offerente, seguendo la strada già dichiarata per le farmacie.


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