Un tavolo con proposte concrete e realizzabili per rilanciare Verona


Per Verona serve un progetto che coinvolga forze sociali, associazioni di rappresentanza, istituzioni e chiesa. Non è tempo di distinguo o di autolegittimazioni e non c’è tempo da perdere.

Amministrazione provinciale, amministrazioni comunali, sindacati, associazioni degli imprenditori e istituzioni di varia natura, da sole, non sono state in grado di avviare azioni efficaci per contrastare gli effetti che la crisi ha prodotto anche nel veronese.

Molte proposte sono state fatte, poche hanno saputo convergere il consenso per poter essere concretizzate. Serve, prima che sia troppo tardi un’azione comune tra tutti, senza formalismi o cerimoniali, con la determinazione della nostra cultura popolare. Dobbiamo tutti, io per primo, abbandonare i nostri interessi di bottega e cercare un punto d’incontro su un progetto che abbia come obiettivo primario il lavoro.

Istituzionalmente le politiche per il lavoro li detiene l’amministrazione provinciale e per il comune di Verona la delega sul lavoro è gestita direttamente dal sindaco Flavio Tosi. Le associazioni imprenditoriali a Verona sono rappresentate da persone che spesso rivestono ruoli anche negli ambiti regionali o nazionali.

Ognuno di noi ha a cuore il destino di Verona e della sua provincia. Troviamoci e proviamo a tracciare, sulla base delle nostre singole competenze un progetto per lo sviluppo. Per invertire la tendenza negativa che da almeno quattro anni interessa anche le nostre realtà. Facciamo squadra, da soli non ci salveremo.

La provincia, il comune, i comuni, convochino un tavolo per realizzare concretamente un progetto con precisi obiettivi, risorse, idee e tempi di realizzazione. I risultati e non le parole che, insieme, sapremo raggiungere saranno il frutto del nostro impegno.


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