Un lieto fine, fuori dal tempo.


Incontri, riunioni e aspri confronti. Iniziava così la storia di Agsm Lighting, nuova nata del gruppo Agsm di Verona, e dei suoi 19 lavoratori. L’azienda, infatti, creata come mossa obbligata perché la legge obbliga chi gestisce servizi di interesse generale in regime di monopolio a operare su altri mercati mediante società separate, dopo due procedimenti distinti dell’Authority dell’Energia e di quella sulla Concorrenza (Antitrust), aveva deciso di correre ai ripari.

Secondo l’interpretazione delle norme da parte di Agsm il servizio dell’illuminazione pubblica veronese doveva essere messo a gara e il nodo del contendere tra azienda e sindacati era ciò che sarebbe successo se Agsm Lighting non avesse vinto il bando. Secondo i sindacati però la normativa in vigore prevedeva anche la possibilità dell’affidamento in house della gestione del servizio pubblico, da qui la richiesta, qualora la società non avesse vinto la gara in fase di preparazione, che i lavoratori venissero riassorbiti dall’azienda madre Agsm, ritenendo il personale (tecnici ed elettricisti) altamente qualificato e di facile reimpiego. Agsm non accetta però questo accordo. “Il reintegro automatico non sta ne in cielo né in terra, noi abbiamo previsto che nell’ipotesi remota che Agsm Lighting perda la gara, il bando preveda che il soggetto aggiudicatario si impegni a impiegarne i lavoratori alle stesse condizioni contrattuali e di anzianità di adesso” spiegava Enrico Toffali, Assessore alle Municipalizzate e alle aziende partecipate “Una clausola di solidarietà che, in tempi come questi, andrebbe accolta a braccia aperte, tanto più che nelle società partecipate del Comune non è stato mai lasciato a casa nessuno per motivi di riorganizzazione. Quella dei sindacati è una posizione fuori dal tempo”.

La gara per la fornitura di energia elettrica per l’illuminazione pubblica viene persa da Agsm e vinta dall’azienda romana Gala spa.

Il 3 maggio sindacati e lavoratori scioperano. Le garanzie date vengono infatti ritenute insufficienti e i lavoratori del Gruppo Agsm incrociano le braccia, pur garantendo continuità di servizi, come previsto dalla legge.

“Bloccare tutta Agsm con uno sciopero come questo mi pare decisamente sbagliato” commenta Enrico Toffali. “In realtà, con questa operazione noi abbiamo salvato quei posti di lavoro: scioperare per questo mi pare immotivato ed anche poco rispettoso nei confronti di chi, purtroppo, un posto di lavoro non ce l’ha”.

Di diverso avviso i lavoratori di Agsm, che aderiscono per il 78,4%.

Infine il lieto fine. Nella seduta del 20 Dicembre u.s. il Consiglio di Amministrazione di Agsm approva all’unanimità la decisione di concedere la clausola richiesta disponendo che “dopo un proficuo dialogo con le organizzazioni sindacali Agsm è pervenuta alla decisione di mantenere le forme di garanzia delle posizioni lavorative in caso dì cessata attività della nuova società, studiando per tale ipotetico frangente il reinserimento dei lavoratori stessi nel gruppo Agsm”.


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