Rapporto INAIL infortuni 2011


Nel 2011 in Italia diminuisce il numero degli infortuni sul lavoro, registrando una flessione del 6,4% rispetto al 2010, passando da 776 mila a 726 mila circa. In calo anche i casi mortali, che segnano un -4,4%, da 973 del 2010 a 930 del 2011.

Per quanto riguarda le malattie professionali c’è una tendenza all’incremento su scala nazionale, ma questo è dovuto al fenomeno dell’emersione e dell’obbligo di denuncia che incombe sui medici competenti e su chiunque abbia notizia, oltre al fatto che talune malattie prima non specificamente individuate, oggi sono contenute in una tabella del 2008 che obbliga la denuncia”.

Nella nostra regione, gli infortuni sul lavoro denunciati sono stati 81.217, il 6,9% in meno rispetto agli 87.258 casi del 2010.

Nel triennio 2009-2011, gli infortuni totali denunciati a livello regionale sono diminuiti del 9%. A fare da contraltare i dati sugli infortuni mortali, che sono stati 83 come nel 2010, ma si è ridotto il numero di quelli avvenuti in ambiente di lavoro ordinario.

Per quanto riguarda i casi mortali sono 33, pari a circa il 40%, quelli che si sono verificati in ambiente di lavoro ordinario, in calo del 28% rispetto ai 46 dell’anno precedente. Gli altri 50 infortuni mortali del 2011 sono dunque legate al “rischio strada”, suddivise in parti uguali tra infortuni mortali da circolazione stradale e infortuni mortali in itinere.

La flessione degli infortuni dei lavoratori stranieri nel 2011 in Veneto è stata pari al 7,2%. Dai 18.480 casi del 2010, infatti, l’anno successivo il dato è sceso a 17.157

Tra le patologie prevalgono quelle dell’apparato muscolo-scheletrico. In controtendenza rispetto al dato nazionale, in Veneto il numero delle malattie professionali denunciate è passato dalle 2.319 del 2010 alle 2.214 del 2011. Le patologie riconosciute riguardano in particolare l’apparato muscolo-scheletrico (45%), le ipoacusie da esposizione a rumore (30%), i disturbi dell’apparato respiratorio (10%), le patologie neoplastiche (9%) e quelle dermatologiche (5%).

VERONA

È positivo il calo del numero complessivo degli infortuni sul lavoro nella nostra Provincia, che nel 2011 sono stati 17.110 contro i 18.187 del 2010, mentre sono aumentati gli infortuni mortali, passando da 15 casi nel 2010 a 17 casi nel 2011 ,quattro dei quali in aziende artigiane.

Prosegue la contrazione degli infortuni nell’industria manifatturiera veronese che da sola assorbe il 23 per cento degli infortuni complessivi: meno 10 per cento, con una diminuzione più sensibile nell’industria tessile (meno 19%).

Nel settore delle costruzioni si rileva un calo di infortuni del 15,93%, passando da 1.726 casi a 1.451, diretta conseguenza del rallentamento del settore ,mentre si registra un calo più lieve nel settore del commercio, da 1.536 casi a 1.494, pari al 2,73%.

In agricoltura il numeri dei casi denunciati è pari a 1.248, con un calo annuo del 9 % nel 2011: oltre a Verona e a Villafranca, si osserva una certa concentrazione nei comuni di collina e a forte propensione vitivinicola: al terzo posto con 39 casi si segnala infatti Negrar seguito da Sona e da Valeggio con 37. Va tuttavia rilevato che nella nostra provincia si concentra il 30 per cento degli infortuni regionali del settore agricolo.

Il 2011 ha visto un solo incidente mortale sul lavoro in agricoltura nel veronese, contro le 9 vittime che erano state registrate nel 2009 e le 6 ne 2010.

In leggero aumento, di oltre un punto percentuale, quelli a carico delle donne, pari al 28,7 per cento del totale. Un contributo importante al calo è arrivato dalle aziende artigiane, dove si è verificato il 15 per cento degli infortuni della provincia: nel 2010 le imprese veronesi con meno di 15 dipendenti hanno visto calare il numero di infortuni a 2.285 dai 2.518 dell’anno precedente.

In flessione anche gli infortuni dei lavoratori stranieri, nel 2011 a Verona sono passati dai 4.166 casi del 2010, ai 3.876 casi nel 2011.

Per quanto riguarda il dato delle malattie professionali, nella nostra Provincia nel 2011 sono stati effettuate 350 denunce, delle quali 221 per malattie osteo-articolari e muscolo-tendinee, 63 di ipoacusie da rumore e 16 tumori.

E’ necessario e doveroso tener presente che questi dati sono al netto della crisi, al netto della congiuntura negativa che ha contratto notevolmente l’occupazione.


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