Non è un paese per donne e giovani


L’ultimo report dell’Istat, che fotografa la situazione italiana al 31 marzo, ha calcolato la presenza di ben 5,7 milioni di disoccupati: 2,8 milioni circa sono i senza-lavoro ufficiali a cui vanno aggiunti altri 2,9 milioni di scoraggiati, cioè persone che non cercano neppure un impiego, perché pensano di non riuscire a trovarlo.

Ma sono i giovani senza lavoro e le donne a preoccupare.

La disoccupazione giovanile (15-24 anni) a marzo è pari al 38,4%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto a febbraio e di 3,2 punti su base annua. Si tratta di 635mila 15-24enni in cerca di un lavoro.

Sempre a marzo 2013 gli occupati sono 22 milioni 674mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto a febbraio (-51mila) e dell’1,1% su base annua, con una perdita di 248mila unità.

A marzo la diminuzione registrata per l’occupazione su base mensile (-51mila unità) riguarda la sola componente femminile.

Mentre gli uomini occupati crescono di 19 mila unità, le donne a lavoro si riducono di 70mila unità, sempre rispetto a febbraio. Con tutta probabilità la permanenza a lavoro delle donne over 50, che aveva finora permesso di arginare il calo, non basta più a garantire la stabilità e, tanto meno, la crescita dell’occupazione.

Di fronte a questi numeri drammatici, sarà dunque difficile che i nuovi incentivi della Fornero, contenuti nell’ultima riforma del lavoro e ancora in attesa di entrare in vigore, possano avere effetti di grande portata.


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