No all'IVA al 21%. Non toccare le pensioni


Anche Cisl Verona dà risalto al documento  della  Segreteria  confederale Cisl che  esprime  le  proprie  valutazioni  in merito alle decisioni introdotte nella manovra finanziaria che viene posta,  oggi,  alle  dichiarazioni  di  voto  e  per  la  quale  il  Governo  ha  chiesto  la  questione  di  fiducia.

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Documento Segreteria Confederale Cisl su manovra finanziaria

Nonostante  la  gravità  della  situazione  economica  e  finanziaria  del  nostro  Paese,  nonostante l’appello  del  Presidente  della  Repubblica  e  della  Banca  Centrale  Europea  a  prendere urgentemente   i   provvedimenti   necessari   alla   riduzione   del   debito   pubblico   con   una condivisione istituzionale e sociale, il Governo, dopo settimane di incertezza e confusione, ha deciso di approvare la manovra finanziaria con il voto di fiducia al Senato e alla Camera, sulla base di una nuova modifica del provvedimento decisa nella notte con un maxiemendamento.

E’ una decisione che la Cisl non condivide perché in palese contrasto con la necessaria coesione istituzionale  sempre  sollecitata  dal  Capo  dello  Stato  e  perché  impedisce  il  necessario rafforzamento della manovra sotto il profilo della equità sociale e dell’efficacia. In merito alle ultime modifiche decise la Cisl esprime la propria contrarietà sull’età pensionabile delle  donne  nel  privato  all’ulteriore  avvicinamento  al  2014  della  partenza  del  percorso  che porterà nel 2026 alla parificazione.

La reintroduzione del contributo di solidarietà sui redditi più alti, sollecitata fortemente dalla Cisl, è purtroppo fortemente depotenziata dall’aver alzato a 300.000 euro il tetto da cui parte la tassazione  aggiuntiva  del  3%,  mentre  risulta  totalmente  assente    la  tassazione  dei  patrimoni immobiliari.

La scelta di aumentare l’Iva dal 20% al 21 %, sia pure limitata solo all’aliquota più alta, graverà sulla  capacità  di  spesa  dei  redditi  più  bassi,  senza  che  ci  sia  la  necessaria  contropartita  della riduzione del carico fiscale su lavoratori e pensionati.

Nonostante  l’azione  della  Cisl  abbia  permesso  di  ottenere  alcune  significative  modifiche dell’impostazione originaria relative

–    alla sostanziale salvaguardia del sistema previdenziale,  respingendo tentativi reiterati di appesantimento ai danni dei lavoratori dipendenti;
–    al  recupero  del  provvedimento  sulla  decurtazione  della  13  mensilità  per  i  dipendenti pubblici;
–    a  misure  fiscali    come  la  tassazione  al  20%  delle  rendite  finanziarie  e  un  maggiore contrasto all’evasione, con la riduzione della soglia della tracciabilità, la tassazione delle società di comodo e maggiori poteri agli enti locali contro l’evasione immobiliare;
–    alla  modifica  dell’articolo  8  stabilendo  la  priorità  degli  Accordi  Interconfederali relativamente  ai  contratti  aziendali  e  territoriali,  garantendone  l’efficacia  a  tutti  i lavoratori anche rispetto a veti e ricorsi giudiziari ed eliminando  il pericolo che sindacati di comodo potessero  ridurre le tutele contrattuali e legislative dei lavoratori;
–    a prime misure di riduzione dei costi impropri della politica e degli assetti istituzionali, con  il  provvedimento  costituzionale  di  eliminazione  delle  Province  e  con  un  avvio, peraltro   troppo   timido,   della   liberalizzazione   dei   servizi   pubblici   locali   e   delle professioni.

Il  giudizio  sulla  manovra  finanziaria rimane  negativo  soprattutto  per  la  mancanza  di  misure adeguate  sul piano dell’equità nei confronti dei redditi più alti, per la riduzione troppo blanda dei privilegi  della politica  e del costo  degli assetti istituzionali per la mancata tassazione, dei patrimoni immobiliari e mobiliari, più alti.

Pertanto,  anche  dopo  l’approvazione  della  manovra,  continuerà  l’impegno  della  Cisl,  con proposte e mobilitazioni a livello  nazionale e territoriale affinché:

–    venga discussa e approvata al più presto  in Parlamento la delega per la riforma fiscale per ridurre le aliquote sui redditi più bassi e sulle famiglie;
–    venga introdotta una tassazione sui grandi patrimoni immobiliari e mobiliari finalizzata ad  una  più  rapida  riduzione  del  deficit    e,  sul  piano  europeo,  la  tassazione  delle transazioni finanziarie finalizzata a creare un Fondo per lo sviluppo;
–    il reperimento delle risorse necessarie al pareggio di bilancio nel 2012   previste in 20 miliardi,  avvenga senza danneggiare la tutela sociale ed assistenziale delle persone, ma tagliando  i  privilegi  della  politica,  le  inefficienze,  gli  sprechi    e  gli  abusi  della  spesa pubblica, semplificando e riorganizzando gli assetti istituzionali;
–    per  una  lotta  più  forte  all’evasione  fiscale  si  riduca  a  500  euro  la  tracciabilità  dei pagamenti,  si introduca il contrasto di interessi e la deduzione fiscale delle spese delle famiglie, si migliori gli strumenti anti‐evasione degli enti locali;
–    venga rilanciata una politica per la crescita che, con l’impegno e la responsabilità diretta delle  parti  sociali,  veda  il  Governo  e  le  Regioni  maggiormente  impegnate  all’utilizzo immediato  delle  risorse  disponibili  per  gli  investimenti  pubblici  su  infrastrutture,  reti energetiche,  innovazione,  nel  Mezzogiorno    per  incentivare    investimenti  privati    e nuova occupazione,  per accompagnare la proroga degli ammortizzatori sociali con un
deciso rilancio delle politiche attive per il reimpiego dei lavoratori in Cig e per sbloccare l’occupazione giovanile.


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