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L’orario di lavoro “a menù”

La flessibilità dell’orario di lavoro è una possibilità che viene spesso accolta con favore da lavoratori e lavoratrici, perchè permette loro di gestire meglio la vita familiare e la vita lavorativa, con l’ulteriore vantaggio di una maggiore produttività.

Una modalità di flessibilizzazione del lavoro è rappresentata dall’orario di lavoro “a menù” attraverso il quale le scelte personali di variabilità oraria sono collegate al fabbisogno dell’impresa di utilizzare un numero di ore variabile in funzione di specifiche esigenze (di produzione, di mercato, ecc.).

La regolazione del tempo di lavoro non prevede tetti orari giornalieri e settimanali (naturalmente prevede i tetti massimi previsti per legge) e consente una scelta parziale (sia al lavoratore che all’impresa) su schemi orari variabili, negoziati e ben definiti.

Periodicamente si ridefiniscono i turni di lavoro di durata flessibile: l’impresa può chiedere al lavoratore di fare più ore (ad esempio: al sabato mattina, la notte, ecc.), mentre il lavoratore ha a disposizione alcune opzioni per diminuire il proprio impegno orario (ad esempio: il venerdì pomeriggio libero, la riduzione di 1 ora tutti i giorni, ecc.).

Per approfondimenti: https://blogproglafemme.wordpress.com/2015/11/30/lorario-di-lavoro-a-menu/


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