Il tradizionale periodo feriale sta volgendo al termine ma i gravi problemi occupazionali che lo avevano preceduto non sono andati in vacanza e si ripresentano ora in modo allarmante.


La ripresa produttiva che sta interessando il mondo occidentale sembra lambire ma non interessare né l’Italia né la provincia di Verona che continuano a presentare tassi di disoccupazione e ore di cig in aumento.

Nel breve periodo, a Verona, sono due gli elementi che preoccupano più di altri. In primo luogo sta terminando la cassa integrazione in numerose imprese, senza purtroppo probabilità di ripresa produttiva e a questo si aggiungono sempre più scarse risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali, soprattutto la cassa integrazione in deroga per i dipendenti delle imprese artigiane o commerciali. Per molti quindi lo spettro della perdita del posto di lavoro si sta rivelando una realtà inevitabile senza inoltre che vi siano speranze di essere rioccupati. Stando così le cose, l’esigenza di avere una classe politica responsabile, coesa, onesta e capace di azioni concrete per una ripresa della produzione e dell’occupazione è ancor più elemento indispensabile e imprescindibile.

Purtroppo però quello a cui tutti stiamo assistendo in queste settimana lascia sgomenti. Sembra che per molti i problemi siano di altra natura. Sembra che i problemi siano interni a movimenti e partiti politici o, peggio ancora, si ha la netta sensazione che tutto debba essere subordinato a giochi di potere, che nulla hanno a che vedere con le esigenze primarie dei cittadini.

Le riforme fatte in questi ultimi anni, che hanno interessato il mercato del lavoro o le pensioni, hanno richiesto sacrifici ai lavoratori, i quali non hanno avuto alcun ritorno in termini occupazionali, anzi. Sono riforme che hanno contribuito ad accrescere la credibilità dell’Italia nel contesto internazionale ma da sole non possono bastare se non verranno accompagnate da altre e in primis dalla credibilità della classe politica.

Vorrei invitare tutti i politici veronesi a passare qualche giornata negli uffici della Cisl di Verona, ad esempio all’ufficio vertenze, al quale quotidianamente si rivolgono persone che hanno perso il lavoro e non percepiscono lo stipendio da mesi. Potrebbero anche ascoltare qualche nostro sindacalista spiegare in assemblea ai lavoratori, cosa che succede molto spesso, che dal mese successivo un avranno più un lavoro e uno stipendio. Non per demagogia ma questo permetterebbe a qualche politico di accorgersi che i disoccupati non sono numeri e percentuali scritti su un foglio di carta: sono famiglie che aspettano una risposta per riprendere la fiducia e la speranza nel futuro!


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