Convegno: Lorenzo Fava e Danilo Preto due giovani vite per la libertà: 70esimo anniversario della liberazione di Giovanni Roveda dal carcere degli “scalzi”


Ricordando Fava e Preto, due persone oneste

L’Associazione dei Consiglieri Comunali Emeriti del Comune di Verona e l’Associazione tra i Consiglieri Comunali già Componenti il Consiglio Comunale di Torino hanno organizzato un convegno mercoledì 29 ottobre 2014 ore 15.30 presso la Sala Convegni della Gran Guardia al 3° piano in Piazza Brà – Verona dal titolo “Lorenzo Fava e Danilo Preto due giovani vite per la libertà: 70° anniversario della liberazione di Giovanni Roveda dal carcere degli “scalzi” (Verona, 17 luglio 1944)”

“Scaricato Roveda a casa di Attilio Dabini, la macchina proseguì verso la periferia, dove Moretto fu costretto ad abbandonarla per andare a cercare soccorso per i suoi compagni gravemente feriti, che lasciò in macchina. Una serie di contrattempi impedì di tornare in tempi brevi: quando giunsero i soccorsi – ormai all’alba del 18 luglio – era già sparita ogni loro traccia.

Preto morì nella sera del 17 luglio, pochi minuti dopo la cattura da parte della Guardia Nazionale Repubblicana. Fava, invece, catturato e a lungo torturato, riuscì a non parlare per circa un mese ma, nel frattempo, si addossò la responsabilità di una serie di attentati avvenuti nel Veronese, favorendo, in tal modo, la liberazione degli ostaggi che i tedeschi avevano imprigionato per ritorsione. Il 23 agosto Lorenzo Fava fu fucilato e il suo corpo venne portato – anonimo – nel cimitero di Verona. Solo in occasione del primo anniversario di quella liberazione ci si rese conto che il cadavere inumato 11 mesi prima era il suo.

Giovanni Roveda, dopo l’evasione dal carcere, torna a Torino e riprende la lotta per la Liberazione: il 28 aprile 1945 viene nominato dal CLN Sindaco di Torino, mantenendo l’incarico fino al dicembre 1946, in quanto entra a far parte dell’Assemblea Costituente, divenendo poi Senatore. Riprende anche l’attività sindacale arrivando ai vertici della Fiom. Muore all’età di 68 anni, per una flebite causata dalla pallottola che gli era rimasta in corpo. Anche “l’audace assalto al carcere degli Scalzi” è citato nella motivazione con cui il 5 ottobre 1993 il Presidente della Repubblica ha concesso al Comune di Verona la medaglia d’oro al Valor Militare”.


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