Il caso Compometal finisce sul tavolo del governo


Un faccia a faccia acceso, quello che ieri ha visto coinvolti i principali protagonisti della vertenza Compometal-Fondver. Dai vertici delle due aziende alle istituzioni, dai sindacati a due parlamentari veronesi del Pd, Gianni Dal Moro e Federico Testa: tutti hanno preso parte all´incontro organizzato in Provincia per discutere del futuro dei 130 lavoratori, in cassa integrazione straordinaria da gennaio, e che ieri hanno manifestato in piazza Dante. Diverse le proposte lanciate. In primis, oggi verrà predisposto un documento per chiedere un incontro urgente al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, e verificare anche a livello nazionale la presenza di imprenditori potenzialmente interessati a investire capitali per rilanciare la fonderia. Il coinvolgimento del governo sugli eventuali aiuti al settore metalmeccanico veronese passerà attraverso il sostegno di Dal Moro e degli altri parlamentari veronesi. E sempre oggi, la Provincia convocherà un primo incontro operativo per vagliare tutte le eventualità di ricollocamento dei lavoratori: corsi di formazione, accesso alle risorse del Fondo sociale europeo, fondi Formatemp, ricorso all´Agenzia Italia Lavoro. I rappresentanti sindacali Stefano Zantedeschi (Fiom Cgil), Massimiliano Nobis (Fim Cisl) e Antonio Veneri (Uilm Uil) hanno scandito tutte le tappe che hanno portato Compometal alla liquidazione volontaria. Non è mancata una richiesta per certi versi paradossale: i sindacati hanno chiesto a Florindo Garro, proprietario di Compometal, di aprire la procedura di mobilità, riducendo in tal modo l´«ombrello» degli ammortizzatori sociali, pur di permettere ai lavoratori di accedere ai percorsi di riqualificazione professionale. Proposta non gradita da Garro. L´assessore provinciale al Lavoro, Fausto Sachetto, ha cercato poi di far luce sulle rispettive responsabilità delle aziende, non risparmiando critiche sulla gestione: «È assurdo, nell´attuale momento di crisi economica, che i clienti di Fondver abbiano dovuto revocare gli ordini, a fronte delle mancate consegne di materiale». Diverse le posizioni delle due società. «Il motivo della messa in liquidazione dell´azienda è stato la mancanza di liquidità», ha sostenuto Garro. «Compometal vanta un credito di 12 milioni nei confronti di Fondver». Secondo i rappresentanti del gruppo Biasi, tra cui il responsabile del personale Federico Cappiotti, all´origine del tracollo della fonderia, vi sarebbero invece gli ordini insufficienti e la scarsa competitività dello stabilimento. Per il vicesindaco Vito Giacino, se in futuro qualche privato dovesse dimostrarsi interessato all´area, dovrà farsi carico della bonifica della zona e del reinserimento lavorativo dei lavoratori. M.Tr.

Da “L’Arena” del 06/03/2012

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