Anche la Fim di Verona alla Manifestazione Nazionale dei Metalmeccanici della Cisl


Ci sarà anche una delegazione della Fim di Verona alla manifestazione/presidio che si terrà davanti al Parlamento domani 30 settembre 2014 per denunciare la grave crisi che colpisce l’Industria Italiana.

Vi parteciperanno delegati e lavoratori provenienti da tutti Italia in rappresentanza di aziende metalmeccaniche in crisi.

“C’è bisogno di “dare la Sveglia” al governo, capace di molti annunci, ma di pochi fatti concreti – sostiene Massimiliano Nobis segretario Fim Cisl Verona-”.

La situazione del settore industriale e il conseguente impatto occupazionale sta assumendo una connotazione drammatica sul piano economico e sociale. Dopo sei anni di crisi e di recessione, mancano ancora le scelte per rilanciare l’economia e la struttura industriale del nostro paese.

La vera priorità del Paese è rilanciare il comparto Industriale che dal 2008 ha perso circa il 30% della sua capacità produttiva. Solo così si potranno ricreare posti di lavoro.

Per questo riteniamo che la discussione sul mercato del lavoro di questi giorni sia un diversivo del Governo per non affrontare la vera priorità: l’industria e il lavoro.

Il metalmeccanico rappresenta il settore industriale più importante dell’Italia contribuisce per il 7,4% della ricchezza del nostro paese, per il 39% al valore aggiunto dell’industria manifatturiera e al 48% delle esportazioni dell’intera economia italiana. Con oltre 1.671.000 occupati nel solo settore industriale, siamo secondi in Europa solo alla Germania. Dall’inizio della crisi (2007) l’industria metalmeccanica ha subito una flessione del 31,3%, mentre le esportazioni nello stesso periodo hanno avuto una riduzione del 7,6%.

Nelle aziende metalmeccaniche il dato sul grado di utilizzo degli impianti è stato mediamente del 73,2% e il peggioramento nel secondo trimestre del 2014 pari al 1,9%

Il prezzo pagato dai lavoratori metalmeccanici è altissimo. 220.000 licenziati e circa 230.000 quelli attualmente in cassaintegrazione.

Gli ordinativi industriali, dopo la ripresa del secondo e terzo trimestre 2013, nei primi 6 mesi del 2014 si sono fortemente rallentati. Preoccupa il calo degli ordinativi dall’estero, che erano stati determinanti per la ripresa degli ordini nel 2013. Se viene a mancare anche la leva dell’export rischiamo la stagnazione. Le previsioni economiche per il 2014 non sono incoraggianti.

Con questi numeri ci dicono che non possiamo più attendere, bisogna suonare la sveglia al governo e alla politica. E apprezzabile l’impegno del Governo nella gestione delle numerose crisi aziendali aperte nei tavoli ministeriali, ma tutto questo non è sufficiente per dare solidità alle soluzioni delle stesse crisi aziendali e prospettive di rilancio all’industria italiana e all’occupazione del settore.

“La situazione del settore manifatturiero Veronese riproduce la situazione italiana.- spiega Massimiliano Nobis Segretario della Fim Cisl Verona – Dal 2008 vi è un calo produttivo che non presenta una fine. Nel 2013, nella nostra provincia, le procedure per crisi hanno coinvolto 1.823 aziende (+ 44% sul 2012) coinvolgendo 48.300 lavoratori (+ 36% sul 2012). 2000 posti di lavoro persi, +39% sul 2012 di ore di Cassa Integrazione Ordinaria e + 49% Straordinaria, decine di procedure di Mobilità e di licenziamenti.

Fallimenti e concordati sono all’ordine del giorno; aziende storiche sparite, come ad esempio tutto il gruppo Biasi (con più di 1000 occupati). Officine Ferroviarie Veronesi, Over Meccanica ed ex Cardi, inserite in procedure concorsuali o fallimentari.

Il settore Siderurgico, a partire dalla Riva Acciaio, soffre di una riduzione produttiva.

Il settore Termomeccanico è in grossissime difficoltà, coinvolgendo le aziende storiche del nostro territorio, Ferroli e Riello Bruciatori, fino a tutte le aziende dell’indotto.

Come denunciato nella manifestazione unitaria di Fim-Fiom-Uilm dello scorso 18 luglio anche il settore industriale veronese manifesta segnali di DESERTIFICAZIONE, accompagnato da scelte fatte dalla Giunta del Comune di Verona che si ferma solo a Licenze per nuovi Centri Commerciali.”

Volantino


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