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Alla Everel Group chiesta la mobilità per 40 lavoratori

26 Febbraio 2012

I sindacati chiedono un confronto e lunedì saranno in Provincia

Quaranta posti di lavoro a rischio alla Everel spa di Valeggio sul Mincio, gruppo tra i maggiori produttori europei di componenti elettromeccanici ed elettronici per elettrodomestici e automotive. Nei giorni scorsi l´azienda ha annunciato verbalmente l´apertura della procedura di mobilità per 40 dipendenti (35 operai e 5 impiegati) sui 150 complessivi: preoccupati per le sorti dei lavoratori, i sindacati hanno già contattato la Provincia e la Prefettura, fissando un incontro con l´assessore al Lavoro Fausto Sachetto, in programma lunedì mattina. Un tempo quotata in Borsa, nel 2010 la Everel Group spa con i suoi cinque siti produttivi (Valeggio appunto e Compau, in Italia, oltre a SL France, Everel Romania e Dreefs in Germania) era passata sotto il controllo di Secondlife, società che fa riferimento al cavaliere del lavoro Enrico Zobele. Un difficile momento economico per l´intero settore, che aveva portato la direzione a chiedere la cassa integrazione (dapprima ordinaria per due anni, e poi straordinaria per un anno) per una ventina di dipendenti, a rotazione. «Ora gli ammortizzatori sociali sono finiti, la Everel ha spostato alcuni macchinari nello stabilimento della Romania e ha chiuso la sede in Francia, trasferendo le apparecchiature più obsolete a Valeggio», dichiara Paolo Seghi, della Fiom Cgil di Verona. «Il gruppo ha commissionato a terzi uno studio, finalizzato a una riorganizzazione aziendale complessiva. Proprio nell´ottica di una maggiore efficienza produttiva», afferma il sindacalista, «noi chiediamo l´istituzione di una commissione congiunta tra sindacato e impresa». I 40 esuberi non è escluso che vadano a interessare soprattutto personale femminile. «Noi ci vogliamo opporre a questa iniziativa: vogliamo convincere l´azienda a scommettere sul proprio rilancio, attraverso il coinvolgimento dei lavoratori», aggiunge Luisa Perini della Fim Cisl veronese. «Chiediamo l´apertura del contratto di solidarietà, che dia un anno di tempo all´azienda per verificare le possibilità di sviluppo del mercato, oltre a politiche attive che accompagnino chi eventualmente andrà in mobilità verso il reinserimento lavorativo». Nei giorni scorsi, i lavoratori hanno preso parte a uno sciopero e ad alcune azioni di volantinaggio in paese. M.Tr.

Da L’Arena disabato 25 febbraio 2012 – ECONOMIA – Pagina 51

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Cisl Verona
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