2 giugno 1946: la Costituente e il voto alle donne


La Repubblica Italiana nasce a seguito dei risultati del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, una data importante perchè sono anche le prime elezioni politiche in cui le donne hanno potuto votare.

Su un totale di 556 deputati furono elette 21 donne, cinque delle quali – Angela Gotelli (Dc), Maria Federici (Pci), Nilde Iotti (Pci), Angelina Merlin (Psi) e Teresa Noce (Pci) – entrarono a far parte della “Commissione dei 75”,  incaricata dall’Assemblea costituente di formulare la proposta di Costituzione.

La Costituzione italiana del 1948 garantirà alle donne pari diritti e pari dignità sociale in ogni campo:

Art. 3 Cost: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

A Roma, per il prossimo 1 giugno, Cisl con Cgil e Uil ha organizzato il convegno “2 giugno 1946: la Costituente e il voto alle donne – 70 anni tra storia, lavoro e diritti“.

Settant’anni fa l’Italia ha compiuto un importante passo per essere un Paese più civile. Il diritto di voto può ormai sembrarci scontato ma non lo è: basti pensare che in Svizzera le donne hanno il diritto di votare solo dal 1971.


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