Vai direttamente al contenuto

AGSM: per crescere occorre guardare al Nord

12 Agosto 2019

Da alcuni anni, probabilmente da troppi, stiamo discutendo a Verona sulla necessità di aggregazione tra imprese definite multiutility come lo è il gruppo a cui fa capo AGSM.

La necessità di aggregarsi con altre realtà territoriali permetterebbe di essere più competitivi nel globale mercato del GAS, nelle economie di scala e di sopportare gli inevitabili “urti” che potrebbero arrivare da quelle multinazionali del settore che tanta fame hanno di nuovi mercati.

L’AGSM, come sappiamo, è nata per dare ai cittadini veronesi quei servizi essenziali per far si  che il benessere derivato dal riscaldamento, dalla corrente elettrica e dall’acqua potabile sia presente in tutte le abitazioni e i luoghi di lavoro. Negli anni ci siamo affezionati a questa nostra impresa locale in un rapporto di amore e odio. Amore per l’efficiente servizio reso e odio, si fa per dire, quando arrivano le bollette. Il tutto però ha costruito nel tempo un rapporto di fiducia che ha permesso all’azienda di crescere e  avviare investimenti  per la produzione di energia rinnovabile.

Il tempo che stiamo vivendo non ci permette di ragionare romanticamente guardando le nostre realtà locali. Tutto è mutato in grande, in globale e anche le municipalizzate sono costrette a ricercare soci con cui instaurare un rapporto che da un lato permetta di continuare la loro storia e dall’altro di essere più competitive.

Lo scenario che abbiamo davanti non ha alcune varianti: due sono le maggiori imprese che starebbero corteggiando l’AGSM promettendo, probabilmente, rese milionarie al comune di Verona.

Una è la società lombarda A2A S.p.A. con sei miliardi di fatturato e circa 11.000 dipendenti,  l’altra è una società Bolognese di nome HERA S.p.A. con più di sei miliardi di fatturato e circa 8.500 dipendenti. Due colossi se confrontati con la nostra amata AGSM che di fatturato arriva a poco meno di un miliardo e circa 1.300 dipendenti.

Entrare dentro nella galassia di A2A o di HERA, stante i rapporti di forza con l’AGSM, c’è il reale pericolo che si ripeta la storia dell’aeroporto dove il veneziano SAVE entrato da un pertugio del 2% ha raggiunto in poco tempo il 40 % e solo la disdetta dei patti parasociali da parte dell’attuale amministrazione gli ha impedito di superare il 50 %.

Perché allora non pensare di unire piccole realtà e diventare il terzo grande polo del nord Italia?  Con AIM di Vicenza con la quale da un po’ stiamo parlando di aggregazione ma ancora nulla si è cagliato. Ci sono anche altre realtà interessanti come Dolomiti energia di Trento con un miliardo e mezzo di fatturato e circa 1.300 dipendenti, la Alperia di Bolzano con un miliardo e tre di fatturato e mille dipendenti la società TEA S.p.A di Mantova con oltre 500 dipendenti. Arriveremo ad essere il terzo polo del nord Italia in grado di confrontarci sia con i Lombardi che con gli Emiliani.

Verona è sempre cresciuta quando  ha guardato al Nord, là è il nostro futuro. Per l’AGSM, per i dipendenti e per i cittadini veronesi.

Massimo Castellani – Segretario Generale Cisl Verona


Cisl Verona
Panoramica privacy

In base alla normativa in materia di privacy applicabile, UST CISL Verona, titolare del trattamento dei dati acquisiti tramite il presente sito, ti informa che questo sito web utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari. Questo sito installa cookies tecnici e di terze parti.

Per dare il consenso all’installazione dei singoli cookie facoltativi imposta i pulsanti su "attivato". Per maggiori informazioni consulta l’informativa completa.