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Lo statuto dei lavoratori compie 40 anni CISL VERONA >> Segreteria >> Segretari >> Segretario Generale (M. Castellani) >> Lo statuto dei lavoratori compie 40 anni [ risorsa online ]
20.05.1970 – 20.05.2010
Lo statuto dei lavoratori oggi compie 40 anni. Era il 20 maggio 1970, quando il parlamento italiano approvò la Legge 300 elaborata da una Commissione Governativa presieduta da Gino Giugno, recentemente scomparso, definito ancora adesso il padre dello “Statuto dei lavoratori”.
Una Legge importante, nata dopo anni di forti mobilitazioni con il culmine nell’autunno caldo del 1969. Anni di cambiamenti culturali e sociali come l’approvazione della legge sul divorzio del 1968 a cui seguì, nel 1974, un fallito tentativo referendario.
Lo statuto dei lavoratori è la legge principale del diritto del lavoro italiano. La sua introduzione provocò importanti e notevoli modifiche sia sul piano delle condizioni di lavoro che su quello dei rapporti fra i datori di lavoro, i lavoratori e le rappresentanza sindacali.
Da metà degli anni ’90 sono state progressivamente introdotte nel nostro paese forti innovazioni nel mercato del lavoro nell’ambito di un processo più ampio di flessibilità già operante da tempo sul piano internazionale. Ciò ha comportato conseguenze in termini di proliferazione, prima sconosciuta, delle tipologie dei rapporti di lavoro e di flessibilizzazione, in qualche caso molto accentuata, dei modi di organizzare l’attività lavorativa.
Questo processo ha avuto in Italia un’evoluzione molto travagliata, innescando fortissime tensioni sociali spesso accentuate da un’ideologizzazione regressiva. Non è mancato purtroppo il dramma con la barbara uccisione di Marco Biagi da parte delle Brigate Rosse, come prima di lui erano stati uccisi altri uomini del dialogo sociale: Tarantelli e D’Antona.
Da metà degli anni 90 si è venuta a creare una flessibilità asimmetrica che ha permesso di dare opportunità di lavoro ad un numero crescente di persone (e questo è un fatto positivo da non dimenticare come spesso succede) ma non è stata integrata dalle necessarie tutele che la rendessero anche sostenibile per le persone e sul piano sociale. Il problema esiste da tempo, tuttavia negli scorsi anni è stato in parte “nascosto” dalla dinamica positiva dell’occupazione che permetteva ad esempio di trovare rapidamente un altro lavoro quando finiva un contratto temporaneo. La grave crisi economica in atto dal settembre 2008 ha viceversa fatto esplodere il problema di come tutelare sul piano degli ammortizzatori sociali le centinaia di migliaia di lavoratori temporanei, somministrati, con il lavoro a progetto che sono stati licenziati in questi ultimi dodici mesi.
Nel 2010, dopo 40 anni dall’approvazione dello statuto dei lavoratori si rende necessaria l’approvazione dello statuto dei lavori, come strumento legislativo non sostitutivo ma integrativo dello stesso al fine di completarlo per i rapporti di lavoro, e sono tanti, che nel 1970 non esistevano.
Le aree di intervento per adeguare il quadro delle tutele al lavoro flessibile, atipico, parasubordinato sono:
A quarant’anni non si è ancora anziani e si è nel pieno delle facoltà fisiche e mentali, è necessario però curare la forma e adeguarsi ai tempi per non invecchiare troppo precocemente. La metafora è fin troppo chiara, caro statuto dei lavoratori, nell’augurarti un buon compleanno ti vorremmo regalare, perché tu possa rimanere sempre giovane, lo statuto dei lavori.
Massimo Castellani
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