2 ottobre: sciopero dei trasporti è boom di adesioni


Martedì due ottobre si è svolto lo sciopero nazionale del trasporto pubblico proclamato da Fit-Cisl, Filt-Cgil, Uiltrasporti, Ugl Trasporti e Faisa-Cisall per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro scaduto ormai dal 2007.

Autobus e metropolitane ferme ovunque, città congestionate dal traffico, momenti di tensione tra gli utenti.

A Verona l’adesione è stata del 90% nell’extraurbano e del 95% nel trasporto urbano.

Sono state queste le immediate conseguenze dello sciopero di ventiquattro ore: un’inevitabile elevata adesione alla protesta che, come si legge nel comunicato, mira ad ottenere le condizioni per garantire ai cittadini un servizio efficiente, nonostante i continui tagli sostenuti dal comparto.

“Il Governo e la conferenza stato-regioni dovrebbero avviare nell’immediato una trattativa per definire un riassetto industriale dell’intero trasporto pubblico locale e il contratto nazionale dei lavoratori”. È questa la richiesta ripetuta con forza dal Segretario Generale della Fit-Cisl Giovanni Luciano in merito alla vertenza che oggi ha costretto allo sciopero oltre centomila lavoratori del trasporto pubblico. “Istituzioni, enti locali, associazioni d’impresa” prosegue Giovanni Luciano “non possono continuare in questa colpevole inerzia, sanno bene che il contratto è scaduto da anni e il trasporto locale versa in condizioni di estrema precarietà che mettono a repentaglio posti di lavoro e generano gravissimo disagio a milioni di cittadini, che sempre più, considerata la crisi economica, si rivolgono al trasporto pubblico”.

“Sono cinque anni che aspettiamo il rinnovo del contratto, non chiediamo chissà che cosa, ma almeno che ci vengano garantite le stesse condizioni date ai ferrovieri e che venga istituito un fondo per la mobilità e un incentivo all’esodo” commenta Severino Alberti, segretario Fit Cisl Verona. “Il settore necessita di una soluzione di ampio respiro che rilanci in modo strutturale e competitivo il trasporto pubblico, rifondandolo dalle fondamenta come il sindacato chiede da anni”.


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